Food Industry: la sfida di Umbria e Marche

Nell’ultimo biennio la produzione alimentare italiana è ritornata a crescere, dopo 4 anni di incertezza, raggiungendo i 137 miliardi di euro nell’anno 2017, con un aumento del 2,6% sull’anno precedente: ciò è dovuto essenzialmente a due motivi riconducibili all’incremento dei prezzi alla produzione e alla positiva performance delle esportazioni. I ricavi complessivi dell’export sfiorano i 41 miliardi di euro se si considera anche il comparto primario che, da solo, ha fatto registrare un fatturato pari a 8,5 miliardi. L’Italia si dimostra quindi molto vicina all’obiettivo dei 50 miliardi di euro annunciato dal governo durante l’Expo di Milano (2015).

ESG89 Group, avvalendosi dei bilanci delle società di capitali del comparto Food Industry, si impegna a fornire una panoramica istantanea dell’andamento di questo settore sul territorio umbro-marchigiano, con l’obiettivo non solo di esaltare le differenze tra le due regioni, ma anche di inserirle in un’ottica nazionale. I risultati sono pubblicati nell’ANNUARIO ECONOMICO UMBRIA-MARCHE 2019-2020. Nel dettaglio, i criteri di ESG89 hanno esaminato 374 società rilevanti in grado di garantire un valore della produzione superiore al milione di euro.

Nelle Marche, tra le 214 aziende visionate, sono tre le società, tutte con sede a Jesi (AN), che presentano un fatturato compreso tra 100 e 500 milioni di euro: Fileni Simar S.r.l., Gruppo che costituisce il terzo produttore italiano nel settore avicunicolo e primo in Europa per le carni avicole biologiche, Carnj Società Cooperativa Agricola, azienda specializzata nella lavorazione delle carni sempre appartenente al Gruppo Fileni e Cooperlat Società Cooperativa Agricola che si colloca tra i primi gruppi lattiero-caseari italiani, rispettivamente con 336.631.443, 300.469.803 e 214.314.598 euro di fatturato. Tra le 160 realtà del territorio umbro, le società che superano i 100 milioni di fatturato risultano essere sei: Monini S.p.A., Costa D’Oro S.p.A., Pietro Coricelli S.p.A., oleifici dello spoletino con fatturati di 151.309.416, 142.247.629 e 115.779.471; Farchioni Olii S.p.A. di Giano dell’Umbria (PG) che registra 141.429.056 euro, Eskigel S.r.l., azienda di Terni produttrice di gelati con un fatturato di 127.956.248 euro e Mignini & Petrini S.p.A. di Assisi (PG), produttore di mangime con ricavi che ammontano a 105.956.724 euro.

Il fatturato aggregato delle compagini umbro-marchigiane non riflette sostanziali differenze e sfiora, in entrambi i casi, i 2,5 miliardi di euro: in Umbria la provincia di Perugia annovera 2.009.727.336 euro mentre quella di Terni 351.039.202 euro; nelle Marche Ancona raggiunge 1.395.221.366 euro, Ascoli Piceno 420.947.947 euro, Pesaro-Urbino 302.180.137 euro, Macerata 298.142.875 euro precede Fermo con 78.683.362 euro.

Particolarmente interessanti sono le statistiche relative ai settori nelle due regioni: nel territorio marchigiano il 75,7% del fatturato regionale fa riferimento al settore alimentare, il 23% al settore agricolo e soltanto l’1,3% riguarda la produzione di prodotti per l’alimentazione degli animali; in Umbria prevale ancora, naturalmente, il settore alimentare con una percentuale seppur ridotta pari al 63% del fatturato regionale aggregato, il 34% è riconducibile al settore agricolo e, infine, circa il 3% dei ricavi riguarda la produzione di cibo per animali.

Experiencing FOOD & PET in programma il 18 aprile 2019

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

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