Umbria, dalla pandemia sanitaria a quella economica

Marcucci (Umbragroup) ‘Si perderanno 20-25 punti di Pil’
Giorgetti (ESG89) ‘Dal DL Cura Italia inutili e non risolutive sospensioni’
Ambrosi (Ambrosi Spa)’Il settore auto si contrarrà del 30%’

 

Più di 80.000 attività economiche in regione tenute sospese da giorni da un Decreto Legge, il Cura Italia, che doveva sostenerle in questo momento davvero difficile. E poi?
E poi la parola d’ordine del DL è stata ‘sospensione’. Si sospenderanno i prestiti per famiglie e imprese, i pagamenti all’erario (ma non per tutti).  E poi c’è la cassa integrazione per tutti.
Come dire e sperare che dopo questo breve termine di sospensione tutto ritornerà velocemente come prima!

‘Confrontandomi in questi giorni lunghi e forzatamente casalinghi con molti professionisti, imprenditori piccoli, medi e grandi, docenti universitari e opinionisti, – sostiene Giovanni Giorgetti di ESG89 Group – ho convenuto che il termine ‘sospensione’ si doveva sostituire con il termine ‘decurtazione. L’Umbria, poi, che viene da alcuni anni di profonda recessione subirà inevitabilmente uno scossone ancora più ampio. I veri numeri li leggeremo fra qualche mese. Sicuramente la Regione da sola non potrà supportare la ripresa del tessuto regionale. Governo ed Europa dovranno forzatamente riservare investimenti materiali e immateriali consistenti. Da periodo post-guerra!
Dovranno ripartire le opere pubbliche, piccole e grandi; dovranno rafforzarsi le agevolazioni per l’edilizia residenziale e industriale (rieditando una sorta di Tremonti); dovrà ripartire una campagna di comunicazione efficace per attrarre turismo dall’Italia e dall’estero. E poi si dovrà rifinanziare Industria 4.0, si dovranno sostenere le filiere, la formazione e le integrazioni fra aziende’.

Giovanni Giorgetti, Ceo ESG89


Per Antonello Marcucci, presidente del Gruppo Umbragroup e professionista di lungo corso la situazione è sottovalutata. ‘Si perderanno, nell’anno – circa 20-25 punti di PIL. Saremo tutti più poveri. Il 10-15% delle attività economiche italiane e quindi anche in regione, sono destinate a soffrire e quindi probabilmente a chiudere. Soprattutto quelle più fragili dal punto di vista finanziario.
Comparti come quello dell’aerospace, dell’automotive e del lusso… solo per citarne alcuni subiranno contrazioni importanti. Il Governo e l’Europa dovranno comprendere che ad una guerra si risponde con misure da guerra!’
In economia, la ripartenza è sempre complessa, lenta e talvolta non scontata.

Antonello Marcucci, presidente Gruppo Umbragroup


Per Luca Ambrosi, del Gruppo Ambrosi ‘Sul settore auto le prime avvisaglie parlano di un ottimistico -30% su base annua con possibile e auspicata ripresa solo nel 4 trimestre o nel 2021. Personalmente ritengo che sono completamente inutili i rinvii di qualche mese di imposte e tasse, tra l’altro solo per poche aziende, quelle sotto i 2 milioni. E’ necessario, invece, uno shock fiscale per le aziende, perlomeno per i prossimi due anni, in modo che quelle sane abbiamo interesse a chiudere operazioni in Italia per attutire il calo del Pil! Anche la liquidità mancante è un falso problema. Le aziende sane riusciranno a resistere. Quello che si bloccheranno saranno, di contro, gli investimenti e quindi la crescita’.

Luca Ambrosi, Gruppo Ambrosi

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