Think Tank ESG89: riflessioni e proposte per l’Umbria e le Marche

Al centro della mattinata di riflessioni e proposte per il rilancio strategico dell’economia di Umbria e Marche e più in generale del Centro Italia, ci sono temi quali la crescita, lo sviluppo di nuovi strumenti di credito e finanza per le Pmi, l’internazionalizzazione, il turismo e la valorizzazione dei territori, la ZES interregionale, l’Università, la ricerca, le infrastrutture, la sanità e lo sport.

Di tutto questo in un’affollata assise si è discusso lunedì 24 febbraio con la Presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Donatella Tesei, con l’Assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni e con i componenti del Comitato Scientifico e di Indirizzo di ESG89 Group.

Un comitato indipendente, interregionale e interdisciplinare, che ha voluto illustrare e consegnare alla governatrice dell’Umbria il  documento prodotto a seguito del Glocal Economic Forum ESG89 di novembre 2019 a sostegno di istituzioni, aziende, istituti bancari per puntare concretamente ad un percorso di crescita condiviso e sostenibile tra le due regioni.

Ha moderato l’incontro Giovanni Giorgetti, presidente del Comitato e Ceo di ESG89 Group.

Per il Comitato sono intervenuti: Salvatore Piscitelli, Aurelio Forcignanò, Massimo Marotta, Giuseppe Rivetti, Riccardo Strano, Andrea Cardoni, Alberto Ceccolini, Franco Cotana, Sandro Chiacchiarelli.

L’incontro ha evidenziato e sottolineato la difficile situazione economica in cui versano le regioni di Umbria e Marche che hanno visto allargare negli ultimi anni il gap rispetto le regioni del nord-Italia.
Proprio partendo da questa reale situazione il Comitato ha voluto predisporre un documento organico e concreto di azioni rivolte alla ricerca di nuove opportunità di sviluppo.

Nella prossima programmazione comunitaria, infatti, l’Umbria e le Marche riceveranno un incremento di risorse in considerazione del fatto che l’accresciuta distanza rispetto al PIL medio della UE le posiziona come “regioni in ritardo di sviluppo” e non più come regioni in transizione.

A fronte dell’incremento delle risorse disponibili nella programmazione comunitaria 2021-2027 sarà quindi necessario avere coraggio nell’assumere scelte strategiche per il futuro, superando schemi tradizionali che non risultano più adeguati alle profonde trasformazioni intervenute in questi anni nel sistema economico e nel mercato.
È da sottolineare che la circostanza che entrambe le Regioni sono tra quelle “in ritardo di sviluppo” consente il ricorso ad uno strumento che, se opportunamente utilizzato, potrebbe rappresentare una grande opportunità. Si tratta delle possibilità, riconosciuta dalla normativa comunitaria, di realizzare una Zona Economica Speciale (ZES) con tutti gli effetti positivi indotti che potrebbe generare.

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