‘Recanati Produce’, la stanza virtuale di confronto su Recanati, in maniera aperta e intelligente, per ragionare sullo sviluppo del territorio’ Fiordomo, l’ideatore del progetto, mette al centro la concretezza

(Francesco Fiordomo con i componenti di “Recanati Produce”)

Nel periodo di emergenza Covid-19, mentre le imprese cercavano risposte e gli amministratori locali un modo per essere vicini alle realtà produttive e commerciali del proprio territorio, è nato il tavolo “Recanati Produce”. Un confronto digitale che vede insieme il Comune che ha dato i natali a Giacomo Leopardi, le imprese della città e i responsabili del sistema bancario.

Tra i promotori dell’iniziativa, nonché ideatore del nome, l’assessore alle Attività Produttive, ex sindaco della città, Francesco Fiordomo che in questa ‘conversazione’ conCUOREECONOMICO ha voluto tracciarne il profilo e la visione.

Fiordomo, come e perché nasce questo tavolo?

‘È nato nella fase acuta dell’emergenza Covid-19 come necessità di dialogare e condividere le preoccupazioni, le ansie e le tensioni di quella fase complicata vissuta tra marzo e aprile. Ci siamo detti, parlando con Adolfo Guzzini ed altri imprenditori, di creare un gruppo a seguito di un confronto anche con il sindaco Antonio Bravi. Abbiamo fatto una riflessione che è stata molto utile, ragionando soprattutto sulle questioni locali. Un tavolo, quindi, che nasce dalla necessità degli amministratori di sentire, dalla viva voce dei protagonisti del tessuto economico, quello che stava succedendo durante l’emergenza’.

Perché il nome “Recanati Produce”?

‘È la storia di questo territorio che ha saputo svilupparsi nel dopoguerra, con una intensificazione negli anni ’80, in modo straordinario. Aziende di famiglia che sono nate nello scantinato ora sono diventate leader a livello mondiale. Una storia molto diversificata quella imprenditoriale della nostra città e penso che questo sia stato uno dei segreti della tenuta del sistema produttivo. C’è un minimo comun denominatore in questo territorio: la capacità e l’inventiva di prodotti e progetti che ci hanno preservato dalla crisi’.

In che modo il tessuto economico di Recanati è diversificato?

‘Sia dal punto di vista delle dimensioni delle realtà produttive che sotto l’aspetto della tipologia del prodotto. Ci sono i grandi gruppi e il loro indotto. Poi esistono tante belle realtà, in alcuni casi emergenti, non conosciutissime, che danno lavoro a diverse persone, a queste si aggiunge l’artigianato che funziona bene. Dal punto di vista della tipologia andiamo dalla componentistica agli accessori. Dalla meccanica alla distribuzione dell’acqua. E poi la moda e l’agricoltura di qualità. “Recanati Produce” si rivolge a tutti, perché ognuna di queste realtà è un ingranaggio della stessa macchina’.

Com’è partito il confronto e come proseguirà?

‘Un primo incontro ha visto partecipare l’amministrazione comunale, gli imprenditori ed il sistema bancario. Successivamente ci siamo incontrati con le realtà sindacali. Ora l’idea è che questo tavolo possa diventare, passatemi il termine, gli Stati Generali per il tessuto economico della città. Noi, però, siamo molto più pratici e concreti:siamo marchigiani. Si potrebbe infatti pensare ad un terzo incontro che metta insieme tutti gli interlocutori: industrie, artigianato, agricoltura, commercio e rappresentanti dei lavoratori. Una stanza virtuale di confronto su Recanati, in maniera aperta e intelligente, per ragionare sempre di più come territorio. L’elemento cardine deve essere sempre quello della concretezza’.

Quali i principali temi emersi dai primi incontri?

‘Abbiamo discusso della viabilità della zona industriale e del progetto della bretella a cavallo di Ancona e Macerata. Importanti poi i temi del centro storico e del suo commercio. Fondamentali la liquidità e la necessità delle aziende di avere quanto prima forme di aiuto e finanziamento. Infine un problema che trova tutti d’accordo, dall’imprenditore all’amministratore: la burocrazia, le norme e i tempi biblici che sono una preoccupazione molto forte per tutti’.

“Recanati Produce” nasce a pochi mesi dalle elezioni regionali. Potrebbe diventare un mediatore con il nuovo esecutivo? Quali temi dovrebbe affrontare il nuovo governo della Regione Marche?

‘Io penso che il nostro territorio, la provincia di Macerata, ma anche Ancona Sud, perché siamo confinanti, abbia bisogno di alzare la testa e mettere al centro dell’agenda politica e amministrativa alcuni temi specifici. Dobbiamo ragionare sempre di più insieme, piantare di meno le bandierine. In questi ultimi anni c’è sempre la voglia di credersi migliori di altri. Dobbiamo, invece, metterci insieme e rimboccarci le maniche per creare una strategia condivisa. Il nuovo Governo, di qualsiasi colore politico esso sia, dovrà occuparsi delle infrastrutture, sia delle strade che delle tecnologie; dovrà affrontare la ricostruzione post sisma che ha una lentezza disarmante. E infine il turismo che è una risorsa straordinaria e che deve diventare un vero volàno economico. Tutti questi punti racchiudono il fondamentale tema del lavoro, perché se ripartono servizi e turismo crescerà anche l’occupazione’.

Di Giulia Sancricca

 

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