Prisco (FdI), finita l’emergenza sanitaria-economica subito al voto

L’on. Emanuele Prisco è alla prima legislatura alla Camera dei Deputati eletto fra le fila di FDI, ma conosce bene la sua Perugia, i suoi punti di forza e di debolezza.

La pandemia che sta colpendo duro tutto il Paese ha travolto anche l’Umbria anche se in modo meno grave di altre regioni dal punto di vista sanitario.
Ora però c’è da affrontare la crisi economica e non vorremo che possa provocare danni peggiori di quella sanitaria. L’Umbria, da anni, non naviga in buone acque e ora si rischia davvero grosso.

On Prisco, sono giorni molto difficili per l’economia del Paese e della sua Umbria. FDI è molto propositiva, ma il Governo sembra sordo alle vostre istanze. Come e quando ne usciremo?

‘Mi auguro prima possibile. Premesso che tutti noi siamo attenti alle esigenze di salute dei cittadini, quello che mi preoccupa è il rischio di desertificazione del sistema produttivo. Per questo non abbiamo approcciato le misure del Governo con il semplice “gioco delle parti”, maggioranza – opposizione, ma abbiamo cercato di mettere in guardia da errori e fare proposte nell’interesse degli italiani. Avevamo detto “fidiamoci degli italiani” e che i controlli li avremmo fatti dopo e invece la burocrazia ha rallentato i provvedimenti come la cassa integrazione per esempio’.

Disoccupazione e chiusura di moltissime Pmi: questo è lo scenario davanti a noi per i prossimi 12 mesi?

‘Spero di no ovviamente, ma credo la politica si debba assumere la responsabilità di dire che, fissate delle regole ragionevoli di sicurezza sanitaria, chi può rispettarle riapre indipendentemente dal codice ateco che ha. Serve poi una iniezione di liquidità forte nel mondo economico ma anche misure di accompagnamento.
Mi spiego: se un’attività riapre domani non è che dopo domani naviga in acque tranquille come se non ci fossero stati questi tre mesi di limitazioni.
Dobbiamo difendere il lavoro, non solo con misure sociali, ma aiutando le attività a rimettersi in cammino. Tutto però si gioca sul fattore tempo e in Italia anche questa crisi ha dimostrato che riusciamo a fermare l’Italia, ma la burocrazia no. Partiamo dall’assunto che chi ha una partita Iva non è un delinquente o un evasore. Insomma il contrario di quello che si è fatto negli ultimi anni’.

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Parliamo dell’Umbria, su quali fattori potrà giocarsela?

‘Innanzitutto che è bella e si sta bene e che conviene farci vacanze o investimenti, perché oggi è risultata tra le Regioni meno colpite e da cui si può ripartire più velocemente’.

Il clima politico e governativo appare confuso. Si chiede di fare sistema fra tutti ma poi il Governo sembra non ascoltare e tirare dritto nelle decisioni…

‘Noi abbiamo risposto all’appello del Capo dello Stato capendo anche il momento e abbiamo fatto proposte serie. Se qualcuno pensa che “collaborazione” significa solo informare gli altri di ciò che si fa, direi, che non ci siamo. Passata l’emergenza ci sarà un lungo periodo di ricostruzione e risorgimento. Non credo che un Governo nato col presupposto di non andare a votare e che litiga su tutto possa essere la soluzione. Né tantomeno un Governo tecnico, che non ha mai portato bene all’Italia.
Credo che appena sarà possibile si debba andare al voto per dare all’Italia un Governo, scelto dai cittadini e con una linea chiara e decisa.
L’unica cosa da non fare nella tempesta è lasciarsi trasportare dalla corrente’.

Quasi tutti gli intervistati su ‘cuoreeconomico’ hanno palesato malumori sulle scelte del Governo Conte. Quale sarà la via di uscita nei prossimi mesi?

‘Linea decisa anche in Europa, investimenti pubblici, sostegno al lavoro e meno burocrazia. Due cose per esempio. Semplificazione del codice degli appalti accanto a nuovi investimenti pubblici, utilizzando i Comuni, per diffondere “liquidità” in tutta Italia; la vecchia proposta di Fratelli d’Italia per cui se investi nel lavoro, assumendo in Italia e pagando le tasse in Italia, paghi meno tasse. Insomma , scommettiamo sugli italiani come nel dopoguerra. La storia insegna che anche questa volta torneremo più forti di prima’.

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