Presidente Conte, basterebbe un click per darci sollievo

Caro Presidente Conte, faccia il miglior DL della sua presidenza; affidi la ‘barca italiana’ ad un ‘capitano’ di lungo corso… Mario Draghi è in grado di preparare una squadra che abbia lo standing internazionale per gestire l’emergenza italiana!

A partire dal 1° gennaio 2020 tutti i conti correnti degli italiani possono essere verificati dall’Agenzia delle Entrate attraverso il ‘risparmiometro’ e la ‘superanagrafe’.
Inoltre attraverso l’archivio INPS si possono monitorare le posizioni di autonomi, co.co.co, collaboratori, imprenditori, etc etc.

Nessuno, evidentemente, poteva minimamente immaginare che questi big-data diventavano oggi potenzialmente strategici e facilmente utilizzabili per poter sorreggere l’economia italiana in questo periodo diabolico.

E invece come al solito si è scelto di vessare gli imprenditori che se da un lato, con l’azienda paralizzata, devono adoperarsi per dar corso alla Cassa Integrazione per i propri collaboratori-dipendenti, dall’altro devono preoccuparsi di fare la domanda all’INPS, attraverso un Pin telefonico e postale, e ottenere così quella mancetta di 600 euro al mese!

Per non parlare poi del fatto che l’Italia ha adottato da più di un anno la fatturazione elettronica e lo scontrino fiscale elettronico con tanto di lotteria a premi abbinata.
Con questo obbligo fiscale che ha martoriato le Pmi per mesi e mesi, oggi sarebbe possibile con un semplice click conoscere il fatturato di ogni azienda e lo scostamento con l’anno precedente e su quello calcolare un contributo variabile da corrispondere a compensazione – volendo anche sotto forma di un prestito a lungo termine garantito dallo stato.

Giovanni Giorgetti, CEO ESG89 Group

Perché, mi domando, in questo benedetto Paese si debbono invece complicare sempre le procedure a cittadini e imprese?

Perché lo Stato dimostra in ogni occasione di ‘non fidarsi’ dei propri amati cittadini? Perché chi ci governa, anche in questi frangenti così delicati, non dimostra la sensibilità giusta per alleviare le pene di un virus che non abbiamo provocato noi, ma che ci sta togliendo la libertà di vivere oltre che il valore del nostro lavoro?

Le ultime conferenze stampa del nostro amatissimo Premier Giuseppe Conte ora anche in forzata videoconferenza con giornalisti che addirittura non si sentono perché il collegamento skype non funziona – tanto per sottolineare come siamo messi male con le connessioni internet – sono diventate ‘vuote’ di contenuti ma ricchissime di colpi di scena. Si annunciano sui social, si tengono in orari imprevedibili e al contempo puntano a sfoggiare una sicurezza stucchevole e di facciata.

Riepilogando quindi, ecco cosa si potrebbe fare velocemente.

Si potrebbe bonificare a partite Iva, autonomi e piccoli imprenditori il sussidio mensile di sopravvivenza: 600-1.000 euro senza passare per domande e PIN vari; si potrebbe calcolare il mancato fatturato del primo quadrimestre rispetto al 2019 e iniziare a sostenere in percentuale l’azienda-professionista-autonomo.
Per i dipendenti delle aziende ferme attivare la cassa integrazione.
Per gli iscritti alle liste di disoccupazione un bonus mensile direttamente sul c/c o su carta di credito se disponibile.

Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri

Per i dipendenti pubblici, per quelli di aziende che continuano a lavorare e per i pensionati: nulla cambia.
Per i lavoratori in nero, i furbetti del quartiere, i parcheggiatori abusivi e tanti tanti altri italiani invisibili, ci dispiace, ma dovranno pensarci da soli e non abusando del fantomatico ‘reddito di cittadinanza’!

La sospensione, poi, dei tributi, dei mutui, dei prestiti e delle tasse locali, sono evidentemente un’operazione prettamente finanziaria in cui si punta a ‘comprare tempo’. Fra qualche mese saremo chiamati a ripagarle e in qualche caso anche con gli interessi!

Carissimo Premier Giuseppe Conte, senza polemiche ma con il pragmatismo che mi contraddistingue ho voluto suggerire solo alcuni consigli molto concreti.
Quei consigli che ho raccolto parlando in queste lunghe giornate di quarantena forzata con i miei amici imprenditori, manager e professionisti.

Quegli imprenditori tipici della provincia italiana, quelli che sono già coscienti delle difficoltà che dovranno affrontare non appena usciremo dall’emergenza sanitaria.

Quelli che si stanno adoperando per donare ciò che possono a sostegno della Protezione Civile. Quelli che hanno abbandonato la propria azienda per ultimi, come i capitani di una nave e che spesso tornano nei propri uffici per sistemare le ultime cose. Quegli imprenditori, caro Presidente, che portano l’Italia con orgoglio nella propria valigetta quando sono in missione all’estero e che per il tricolore sono sempre disposti a cimentarsi.

E non solo quando gioca la Nazionale!

Ma, allo stesso tempo, sono gli stessi imprenditori che non vogliono più essere ignorati e sbeffeggiati da quell’Europa sempre più distratta, strabica e maligna. Le assicuro, quegli imprenditori di provincia non meritano tanta indifferenza da Roma e da Bruxelles!

Mario Draghi, economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico

Da ultimo, caro Presidente Conte, una nota politica: questa pandemia chiuderà presumibilmente 30 anni di globalizzazione dissennata e potrebbe aprire un non augurabile periodo di disordine globale: faccia il miglior DL della sua presidenza; affidi la ‘barca italiana’ ad un ‘capitano’ di lungo corso… Mario Draghi è in grado di preparare una squadra che abbia lo standing internazionale pronta a gestire l’emergenza italiana!

Di Giovanni Giorgetti

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