Povertà relativa, Umbria maglia nera nel Centro di un’Italia in sofferenza

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I dati Istat

I dati Istat sul 2017 parlano chiaro: il 12,6% delle famiglie residenti in Umbria è in situazione di povertà relativa, in crescita rispetto all’11,8% dell’anno precedente.

La media italiana è del 12,3%, quella del Centro 7,9%: Toscana 5,9% (+2,3%), Marche 8,8% (stabile), Lazio 8,2% (-1,5%).

Quando si parla di povertà relativa ci si riferisce al parametro correlato alle difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi in rapporto al livello economico medio; la soglia convenzionalmente adottata a livello internazionale è quella per cui si considera povera una famiglia di due persone con un consumo inferiore a quello medio pro-capite nazionale.

La povertà assoluta – definita anche povertà estrema – è la condizione in cui non si dispone, o si dispone con grande difficoltà o non continuativamente, delle risorse primarie per il sostentamento umano.
Non sono disponibili dati regionali sulla povertà assoluta, quelli nazionali vedono più di 5 milioni di persone in tale condizione, in crescita rispetto al 2016.

Un sistema economico in difficoltà

Anche da questi dati, come da quelli emersi sul PIL regionale, si desume una situazione di forte difficoltà per la maggior parte dei soggetti del sistema economico nazionale.

Il PIL nazionale cresce ed è un’opportunità, ma ci sono parti del territorio che faticano a ripartire anche a causa di esternalità funeste quali il sisma che ha interessato il Centro Italia nel 2016.

A questo si aggiungono le tendenze riguardanti il mondo del lavoro che vedono un tasso di occupazione del primo trimestre 2018 fermo al 58,2% ed una dibattito pubblico incentrato su realtà marginali come la gig economy.

I cosiddetti “lavoretti” impiegano solo lo 0,04% della forza lavoro del Paese e, pur restando necessaria una tutela dei gig worker, non si può ignorare un dato ben più allarmante: in Italia il 25,7% dei giovani non studia e non lavora (dati Eurostat).

Il primato europeo per quanto riguarda i Neet, acronimo di not (engaged) in education, employment or training”, non può lasciare indifferenti se inserito del contesto economico in cui si trova l’Italia.

Consapevolezza per una crescita comune

La conoscenza e la piena consapevolezza dei dati economici e delle tendenze non può prescindere da una prospettiva comune: senza fare sistema non è possibile alcun progresso.

Una crescita economica costante ed importante, non limitata all’1,4% del PIL, è alla portata dell’Italia solo se perseguita coinvolgendo i territori di riferimento delle realtà produttive nazionali.

Fare rete valorizzando i territori, includendo la società e sfruttando le innovazioni che – senza una precisa visione economica alle spalle – sono meri strumenti privi di scopo.

Blockchain, smart work, smart contract sono solo vuoti anglicismi se non si rapportano alla concreta realtà economica del Paese; ESG89 Group ne è consapevole e per questo sta organizzando il Glocal Economic Forum Perugia 2018 nel cuore di un’Italia in difficoltà ma non sconfitta, portando a Perugia dall’11 al 13 ottobre i protagonisti dell’economia nazionale legata ai territori.

La società, l’economia, il valore dei territori: questo il tema della tre giorni di convegni, dibattiti, approfondimenti, confronti e incontri tra più di 5 mila tra imprenditori, professionisti, stakeholder e istituzioni. Quest’anno le  Marche, regione ospite, saranno oggetto di approfondimenti e studi dedicati alle opportunità di crescita dando l’opportunità agli imprenditori marchigiani di creare sinergie con le migliori imprese nazionali.

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Glocal Economic Forum Perugia 2018: l’economia reale fa rete e diventa protagonista

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