Post-Covid-19: il reshoring come risposta alla globalizzazione spregiudicata?

Da sinistra Alberto Bollea e Roberto Russo

Reshoring agevolato diffuso come risposta alla globalizzazione spregiudicata che ha evidenziato, anche in questo periodo, le sue debolezze?

Lo abbiamo chiesto a manager e imprenditori italiani con esperienze internazionali.

Di sicuro la società italiana subirà un colpo durissimo dal punto di vista economico. Rialzarsi sarà molto complicato e dipenderà anche dai tempi di reazione della politica economica del paese. Anche in questo caso il fattore tempo delle scelte sarà decisivo per non restare al palo.

Per Alberto Bollea, dal 2018 responsabile commerciale di Bosch Energy and Builidng Solutions Italy ‘la storia ci insegna che gli eventi traumatici come quello che stiamo vivendo, una volta superati, offrono delle nuove opportunità di sviluppo economico, sociale e tecnologico, migliorando a posteriori in ultima analisi la qualità della vita.
Nel contempo tali eventi rappresentano una rottura rispetto al passato.
Così avverrà anche questa volta. Il mondo non sarà più uguale a prima. La globalizzazione ne uscirà ridimensionata – prosegue Bollea – in quanto saranno rafforzate le singole identità nazionali, capaci oggi di affrontare in modo diverso l’emergenza in corso.

Le nazioni oggi più forti economicamente nel mondo, quali Cina e USA, ed altre a livello Europeo, che hanno agli inizi “snobbato” in parte il virus, si sentiranno meno invulnerabili e meno forti. Per contro altre nazioni, capaci fin da subito di intervenire in modo efficacie per affrontare le emergenze e per contenere i danni, potranno fare valere di più la loro voce.

L’Italia, già oggi, sta rafforzando la propria identità nazionale, con orgoglio ed anche con la nostra innata creatività, vedasi ad esempio il fenomeno sociale del cantare e suonare dai balconi!

Dal basso, dal sociale si parte per poi avere ricadute economiche e nella qualità della vita. Stiamo ad esempio potenziando l’autoproduzione di materiale sanitario e delle tanto scarse mascherine protettive, stiamo rafforzando il nostro settore sanitario. La Comunità Europea è messa da noi alla prova: stiamo chiedendo concreti aiuti economici e l’auspicata capacità di uscire dalla crisi in modo coordinato tra le varie nazioni.
Stiamo ricevendo aiuti internazionali di solidarietà e questo ci consente di capire quali sono veramente i paesi amici.

Ora occorre già prepararci per il dopo virus e per cogliere al meglio le opportunità che si apriranno. Come sempre – chiosa Bollea – la storia deve essere maestra di vita e quindi dobbiamo capire che potrebbero esserci stravolgimenti peggiori se non risolviamo globalmente il problema del cambiamento climatico: la pandemia sarebbe a questo punto solo un inizio!’

Secondo Roberto Russo, consulente e business advisor ‘la Pandemia in corso è destinata a cambiare per molto tempo le nostre abitudini.
Quando l’onda del virus si sarà finalmente ritirata, le nostre vite quotidiane, i diversi processi produttivi, l’organizzazione del lavoro, il processo di globalizzazione e le relazioni geopolitiche, non saranno più quelle di prima.
Le conseguenze di tutto ciò avranno sicuramente nel breve/medio periodo importanti effetti sull’economia mondiale e, quindi, su quella del nostro Paese.

Dovranno probabilmente essere rivisti tutti i parametri, i vincoli, le regole a cui eravamo abituati, non è un caso che la Commissione Europea abbia, come prima importante risposta, deciso di sospendere il patto di stabilità per consentire agli Stati dell’Unione di fronteggiare meglio la crisi finanziaria che incombe.
Terminata l’emergenza – prosegue Russo – si dovranno, in pratica, sfruttare le opportunità che questi eventi epocali offrono. Attraverso forti investimenti pubblici sarà prioritario sostenere i settori più colpiti e penalizzati (manifatturiero, turistico, edile, commerciale non alimentare, culturale..), promuovere modelli di sviluppo basati sulla conversione ecologica dell’economia, programmare un piano infrastrutturale capace di cambiare il volto del Paese dando anche linfa all’economia locale.

Fondamentale sarà poi il ruolo dei territori, i quali dovranno essere in grado di mettere in moto meccanismi di economia circolare, privilegiando maggiormente i servizi e le produzioni locali.


Politiche integrate poi per la riqualificazione del patrimonio pubblico – case, scuole, ospedali, impianti sportivi, parchi, aree verdi – mediante il sostegno a progetti territoriali che utilizzino questo patrimonio come strumento anche di rigenerazione ambientale e integrazione sociale.
Tutto questo sarà però possibile – sostiene fermamente Russo – se velocemente si ridisegnerà l’architettura istituzionale del nostro Stato, rivedendo funzioni e competenze dei vari Enti, magari rimediando ai tanti errori commessi in passato, vedasi ad esempio il cattivo rapporto tra Stato e Regioni o l’assurda trasformazione delle Province’
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