“Pillole” Umbria-Marche #21_2019

 

Umbria al bivio: o si cambia o si sprofonda… I segnali negativi iniziati 10 anni fa
Povertà, disoccupazione e demografia: I punti deboli di una regione che, per ora, non è stata in grado di rinnovarsi.
La crisi del 2008 si è sentita e molto e la Regione non è mai riuscita a risalire ai livelli pre 2008.
Umbria Ricerche, con i dati alla mano, dimostra che il modello di sviluppo proposto dalla regione Umbria non ha dato alcun risultato significativo e che è necessario crearne uno totalmente nuovo.
“A partire dal 2008 c’è stato un acuirsi dei problemi dell’Umbria. I dati negativi emersi da analisi e ricerche sono stati spesso minimizzati, mentre quelli positivi sono stati esaltati. Il tutto molto probabilmente nella convinzione bonaria che tanto prima o poi la situazione sarebbe tornata a posto da sé” commenta Giuseppe Coco, direttore responsabile Umbria Ricerche.
La differenza di PIL tra Umbria e la media italiana è di oltre 4.000 euro ed inoltre, altro dato che fa paura, è la perdita continua e significativa di abitanti: entro pochi decenni potremmo perderne oltre 100 mila!
Con la crisi molti valori sono diventati negativi, altri molto negativi..Il tutto colpendo soprattutto i giovani e la classe media.
E’ quindi necessaria un’inversione di rotta per far sopravvivere la nostra regione e per farla adeguare al veloce cambiamento che caratterizza la società moderna.

Vuoi conoscere i dati aggiornati delle aziende umbre?

L’azienda che batte la crisi: un altro nuovo record per Cucinelli
La nota azienda umbra non solo non conosce crisi, ma anzi aggiunge sempre nuovi record!
E’ appena terminata la raccolta ordini per la collezione Uomo-Donna e Bambino primavera-estate 2020.
In particolar modo, la moda Under12 sta dando ottimi risultati.
Il C.d.a. ha da poco approvato la Relazione Finanziaria Semestrale 2019 e  i ricavi netti sono saliti dell’ 8,1%, toccando i 291,40 milioni di euro.

Marche: Fronte comune Regione, porto e aereoporto per lo sviluppo strategico della regione
L’incontro tra il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il Presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri e l’amministratore delegato di Aerdorica, Carmine Bassetti.
Tutti e 3 con un solo obiettivo: migliorare il trasporto marchigiano per lo sviluppo della regione.
“La Regione Marche ha sempre messo al centro dei suoi investimenti le infrastrutture”, spiega Ceriscioli, che aggiunge: “proprio per questo è fondamentale mettere a sistema l’aereoporto, il porto e l’interporto che sono i 3 assi portanti per lo sviluppo dell’economia marchigiana con ricadute positive per l’imprenditoria locale e per i cittadini. Bisogna favorire tutte le connessioni possibili per permettere alle Marche di essere competitiva nel contesto internazionale”.

Marche: Export agroalimentare, ancora in salita! +9% nei primi 6 mesi del 2019
Nei mesi scorsi già si parlava dell’ottimo andamento dell’export ma ora i dati sono assolutamente confermati e, addirittura migliorati.
Il valore ha superato i 189 milioni di euro, +9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con in testa la provincia di Ancona (oltre 60 milioni), Pesaro (50 milioni), Ascoli (38 milioni), Macerata (36 milioni) e Fermo (4 milioni).
I prodotti più di punta sono la pasta a grano duro e l’ortofrutta.
Un settore che fa da traino alla regione e che non sembra risentire nemmeno delle incertezze dei principali mercati: +3,5% nella Germania a rischio recessione, +53% nel Regno Unito della Brexit, +26% negli Stati Uniti nonostante i dubbi legati ai dazi minacciati dal presidente Trump.
“L’agroalimentare italiano ha sempre dimostrato, e dimostra oggi più che mai, di resistere alle problematiche del mercato e crescere anche nei periodi di crisi” commenta Maria Letizia Gardoni, presidente Coldiretti Marche.
“La cosa più importante è continuare ad insistere riguardo alla regolamentazione dei mercati ed il controllo delle importazioni” conclude la Gardoni.

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

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