Il PIL Italiano è in stallo a causa delle piccole imprese? No, se si è innovativi

La quasi totalità delle aziende italiane (oltre il 90%) sono PMI, con meno di 10 dipendenti ed un fatturato sotto i 2 milioni di euro. Potrebbe sembrare che queste caratteristiche limitino la crescita del PIL e la produttività, ma, in verità, se si è innovativi si può crescere e solidificarsi, mantenendo comunque le proprie caratteristiche.

La produttività italiana è tra gli ultimi posti in Europa, il PIL è fermo da almeno 25 anni e, secondo molti, la “colpa” sarebbe principalmente delle piccole imprese, non capaci di decollare. Questo, però, non è del tutto vero, perché, se da un lato è confermato che le nostre aziende sono principalmente aziende con dimensione micro, dall’altro la piccola impresa è elemento caratteristico anche di realtà economiche più importanti e consolidate.

I dati delle PMI

Nella classifica “Fortune Global 500”, che include tutte le aziende più grandi del mondo, l’Italia compare solo 6 volte, esclusivamente con aziende di servizi (come Enel o Poste Italiane).E l’industria manifatturiera, che è la nostra chiave distintiva, rappresentando la seconda economia in Europa e la sesta nel mondo?

Marchi come Ferrari, Armani, D&G sono tra le più famose ed importanti nel mondo, eppure non abbastanza “grandi” da finire in classifica.

Bisogna anche tenere conto che, nonostante il 92% delle imprese italiane sia classificata come PMI (con fatturato al di sotto dei 50 milioni di €).
Esse garantiscono però un’occupazione pari all’82% del totale. Inoltre, il 95% di queste, è un’impresa “micro”, ossia con meno di 10 dipendenti ed un fatturato sotto i 2 milioni di Euro.

La chiave di svolta? L’innovazione

Con i dati alla mano, si potrebbe quindi pensare che la causa della nostra “arretratezza” sia causa delle micro imprese che non riescono ad aumentare il fatturato e, di conseguenza, il PIL.
Ma se guardiamo oltre la nostra realtà, e ci dirigiamo per esempio negli USA, notiamo come, in realtà, le PMI sono oltre 30 milioni e sostengono un 66% della forza lavoro. Inoltre, le imprese giovani (o start-up) che hanno meno di 5 anni di vita, hanno assunto oltre 3 milioni di persone.
In questi ultimi decenni, poi, negli Stati Uniti c’è stata una politica di protezione per le PMI, considerati fondamentali per la sopravvivenza e la crescita dell’economia dell’intero paese.

E, se vogliamo sognare in grande, basta pensare che colossi come Technogym sono nati come piccole imprese, come idee che qualcuno ha avuto il coraggio di seguire.
Idee nate da giovani sognatori…In questo caso da un giovane ingegnere, di famiglia media, che,con l’aiuto di 2 suoi amici creò, tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, una macchina per potenziare i muscoli…Siamo in un modesto garage di una modesta casa di Forlì…Pochi anni dopo nacque l’azienda che oggi conta oltre 2000 dipendenti e 14 filiali in tutto il mondo.

Così come Giorgio Armani o Davide Ratti, nati dal “nulla”.

Questi sono dei casi rari, delle eccellenze uniche al mondo e non possono essere certo presi come esempio per tutte le piccole PMI del mondo, ma dimostrano come la vera chiave di svolta per un’impresa è l’innovazione.

Ci sono aziende che nascono per diventare grandi, ed altre per restare piccole, ma tutte possono migliorarsi, e per farlo dovrebbero essere o diventare innovative: è importante utilizzare quindi canali di comunicazione diversi dai classici, semplificare la gestione per favorire la crescita e, più’ semplicemente, aggiungere piccole novità di processo per diventare più’ efficienti e più’ digitali.

Come innovarsi?

Per fare questo è spesso necessario un accesso al credito: proprio per questo nascono importanti realtà: dalla classica contrazione del credito bancario (che oggi pesa molto meno che in passato…Come lo sappiamo? Grazie alle informazioni big data su www.ioconosco.it) a nuove forme di finanziamento come il digital lending, factoring e crowdfunding.

Essere piccoli, quindi, non è negativo, ma è anzi un elemento distintivo della nostra economia, purché si riesca ad innovare e stare al passo con i tempi che scorrono sempre più veloci.

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