Per il 2018, l’industria italiana ha scelto gli USA – La riforma del presidente agevola gli investimenti e spinge ulteriormente l’export della manifattura italiana

Industria Italiana

Agli Stati Uniti piace l’Italia, e il sentimento è reciproco. Se nel  2017 sono tornati a crescere gli investimenti statunitensi in Italia, come sottolineato anche dagli studi di ESG89 Group, il 2018 si preannuncia essere l’anno in cui gli investimenti italiani oltreoceano raggiungeranno il punto massimo dopo la crisi del 2008. Merito tutto della riforma varata dal presidente americano Donald Trump, che punta, in prima battuta, ad attirare nuovamente gli investimenti americani verso la madrepatria, creando in questo modo anche le condizioni perfette per nuovi investimenti provenienti da paesi stranieri. Un’unica riforma, due vantaggi.

I provvedimenti inseriti all’interno del piano di sviluppo prevedono, in sintesi, aliquote ribassate per le Spa, diminuzione della tassazione sulle rimesse, il cosiddetto “rimpatrio agevolato”, e l’ammortamento rapido, ovvero la deducibilità integrale degli investimenti applicabile nello stesso anno in cui vengono fatti. Un piano di sostegno all’industria che fa gola non solo agli americani ma anche agli stranieri, prima fra tutti l’Italia. In particolare, la deducibilità integrale fino al 2022 rappresenta una sorta di super-ammortamento per le aziende italiane della meccanica e della componentistica, che intravedono in questo provvedimento, come sottolinea anche Maricla Pennesi, presidente della Camera di Commercio Americana, un ulteriore stimolo all’export.

Proprio sull’export, infatti, si gioca la vera partita del 2018, con stime di crescita per il mercato statunitense di almeno 1,8 miliardi nell’anno a venire. Con il provvedimento approvato dal presidente americano, tale stima sembra destinata a crescere. A fare la parte del leone non è solo la meccanica e la componentistica, che nei primi dieci mesi del 2017 hanno raggiunto quota 6 miliardi su 33 di export complessivo, ma anche i beni di consumo, come cibo e abbigliamento. L’Italia dunque si riconferma ai massimi livelli nei settori che storicamente contraddistinguono la sua produzione e il suo mercato, e la manovra del presidente Trump sembra essere un’ulteriore conferma della volonta degli USA di creare un legame a doppio filo con il Bel Paese. E l’Italia non vuole farselo ripetere due volte.

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