Marche, la redditività delle imprese cresce ma gli investimenti sono in stallo

Daniela Barbaresi

Daniela Barbaresi: «Preoccupante il dato che emerge dal rapporto annuale di Banca d’Italia sull’economia delle Marche»

Daniela Barbaresi – segretaria generale CGIL Marche – commenta così il dato che vede le imprese marchigiane aumentare la redditività a livelli vicini a quelli pre-crisi, ma mantenere stabili gli investimenti.

Durante l’incontro con Giovanni Giorgetti – CEO e fondatore di ESG89 Group – si è parlato molto di come far ripartire l’economia marchigiana, unica del Centro Italia con segno meno per quanto riguarda la variazione del PIL nel biennio 2015-2016 (Rapporto Annuale Istat 2018).

Alla base delle valutazioni ci sono, come sempre, i dati: occupazione e questione salariale sono argomenti affrontati a partire dalle elaborazioni di IRES Marche sui dati INPS 2016.

Occupazione

Dopo diversi anni cresce di nuovo l’occupazione marchigiana che vede impiegati nel 2016 394 mila lavoratori dipendenti privati con un incremento dell1,5% rispetto all’anno precedente.

Notizia non completamente positiva, dato che la crescita è inferiore sia rispetto alla media nazionale (+1,6%) che a quella delle regioni del Centro (+1,8%); se si confrontano i numeri dell’occupazione 2016 con quella del 2008 il saldo è ancora negativo: -41 mila unità, corrispondente ad una flessione percentuale del 9,5% (media nazionale -1,1%, media Centro +1,5%).

Pesa anche il dato sulle tipologie di contratto di lavoro, che vede un incremento annuale dei precari del 17,4% ed una diminuzione dell’1,6% dei lavoratori a tempo indeterminato; nello specifico si rileva un -2,2% di contatti a tempo pieno e indeterminato rispetto al 2016 , che diventa -20% se rapportato al 2008 (-55 mila unità).

In una regione in cui la componente manifatturiera è sempre stata forte si nota quindi un deterioramento di qualità e quantità del lavoro.

Questione Salariale

Nel 2016 le retribuzioni lorde annue nominali nelle Marche sono di 19.422 euro, con un incremento del 2,1% rispetto al 2015 ed in linea con la media nazionale, ma inferiore a quella del Centro (+2,5%); nel 2017 scendono a circa 18.800 euro lordi.

Dati regionali inferiori sia rispetto alla media nazionale (-2.368 euro) che a quella del Centro Italia (-1.767 euro), situazione che si ripete anche per le medie provinciali.

Grande la disparità salariale tra i generi: 7.129 euro in meno per le donne (-31,6%), dovuta solo in parte alla più forte incidenza dei contratti precari e a tempo parziale per le lavoratrici.

I giovani al di sotto dei 29 anni percepiscono 11.690 euro lordi annui che scendono a 7.297 euro lordi annui per i part-time e 7.300 euro lordi annui per i precari.

Livelli salariali molto bassi e diseguali che testimoniano come avere un lavoro non mette più al riparo dal rischio poverà, soprattutto quando si tratta di famiglie monoreddito o con figli minori.

La questione salariale è importante sia a breve termine per incentivare il consumo interno, sia a medio e lungo termine per garantire pensioni adeguate ed una maggior tenuta del sistema statale di welfare.

Discontinuità lavorativa e part time involontario non valorizzano il lavoro, non consentono la crescita né del dipendente, né dell’impresa che lo assume. E di conseguenza neanche della società.

«Per ripartire serve il Sistema Paese»

Queste le parole di Daniela Barbaresi, prima donna a ricoprire la carica di segretario generale CGIL nelle Marche.

Il sistema è composto dalle sigle dei sindacati dei lavoratori, dalle associazioni di categoria datoriali, dalle istituzioni e serve una visione strategica che non miri solo al breve termine, ma che possa dare una prospettiva di lungo periodo alla ripartenza economica.

«La crisi economica ha determinato un calo di rappresentatività delle associazioni datoriali – continua Barbaresi – mentre l’approccio orientato a soddisfare le necessità della persona a 360 gradi anche al di fuori del rapporto di lavoro ha dato un riscontro positivo  a CGIL Marche. Gli utenti dei CAAF sono arrivati a 200 mila, secondi solo all’Emilia Romagna; cresciuti anche gli iscritti al sindacato».

È necessario quindi un maggiore dialogo, sia tra i protagonisti della vita economica del territorio che tra essi e le istituzioni che non possono restare sorde a proposte e sinergie.

Prospettive

Daniela Barbaresi  afferma che per una ripresa economica, soprattutto in zone colpite da eventi catastrofici come il sisma, sono importanti le Aree Interne del Paese con una razionale organizzazione di trasporti, servizi e poli formativi.
Ripartire dall’esistente senza però fossilizzarsi su localismi anacronistici.

Giovanni Giorgetti, in chiusura, auspica una collaborazione tra Umbria e Marche che serva a fare massa critica portando il peso economico e politico di circa tre milioni di abitanti e 60 miliardi di PIL; la sinergia non si deve ridurre alla collaborazione economica tra imprese, ma coinvolgere anche le università per offrire percorsi formativi coordinati  e di eccellenza.

Il primo passo

La prima occasione per concretizzare la necessità di far ripartire l’economia e la società di Umbria e Marche è offerta da ESG89 Group dall’11 al 13 ottobre: il Glocal Economic Forum Perugia 2018 è il primo passo per rimettere al centro la società, l’economia e il valore dei territori.

#GlocalForum2018

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

_____________________________________________________________________________________________________

Maggiori informazioni sull’ Annuario Economico Umbria-Marche 2019-2020

Programma 2019 Forum ESG89

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com