‘L’Europa dopo alcuni tentennamenti iniziali sembra avviata verso una maggiore condivisione dei problemi e delle soluzioni per risolverli’ – Flavia Fratello (La7) sul Post-Covid 19:’Lascia macerie sociali ed economiche gravissime. Sarà molto faticoso riprendersi’

Considerata dai colleghi e dal mondo dei media in generale deontologicamente corretta e imparziale, attenta osservatrice del panorama politico italiano e volto televisivo de La7, Flavia Fratello ha ‘conversato con ‘cuoreeconomico’ affrontando i temi della comunicazione e dell’Europa al tempo del Covid-19.

Preoccupata dalle macerie sociali ed economiche che la pandemia ha provocato e provocherà nei prossimi mesi, Flavia Fratello ritiene che comunque l’Europa, finalmente, abbia compreso la vera gravità della situazione e sia passata ad un atteggiamento più rassicurante per i popoli e i governi, mettendo in campo misure economiche di rilievo.

 Flavia Fratello, da giornalista televisiva, ci dica come è cambiata la comunicazione in Tv al tempo del Covid-19?

‘Non mi sembra sia cambiata molto. Certo è stato necessario adottare alcune modifiche diciamo così tecniche come l’utilizzo di aste per non toccare direttamente i microfoni oppure incrementare l’uso di skype per i collegamenti con gli ospiti delle trasmissioni che non potevano più essere in presenza negli studi televisivi. Ma questo non ha certo mutato l’essenza della comunicazione. L’ha resa in alcuni casi più complicata, più dispersiva forse, penso ad esempio a certi collegamenti difficoltosi a causa di una connessione traballante o a sfondi improbabili che “distraevano” dall’immagine dell’ospite, ma ripeto tutto sommato non è cambiato molto. Forse l’unica vera differenza l’ha fatta l’assenza del pubblico. Che improvvisamente era assente dagli studi televisivi. Questo ha significato dover “riempire” quello spazio, non tanto in senso fisico quanto proprio contenutistico e di ritmo della trasmissione. In alcuni casi secondo me è stato un bene, in altri la trasmissione ha perso quel calore, quello scambio che la gente in studio assicurava’.

Gli italiani chiusi in casa per oltre 70 giorni hanno consumato ore e ore davanti alla Tv e sulla rete. Una grande responsabilità… come l’ha vissuta da volto noto su La7?

‘Per questioni organizzative della mia rete sono passata da una presenza pressoché quotidiana ad una quindicinale. Mi è stato chiesto di sostituire alla conduzione del week end di omnibus un collega che non poteva più accedere ai nostri studi abbandonando la conduzione della rassegna stampa e del tg del mattino. Per me quindi ha significato confrontarmi con una nuova trasmissione e cambiare abitudini. Ho ricevuto molti messaggi da parte di ascoltatori che se ne dispiacevano e che chiedevano che almeno certe consuetudini non mutassero.Li ho rassicurati e ringraziati spiegando loro cosa fosse accaduto. Nel contempo affrontare un talk lungo come omnibus, circa un’ora e quaranta di trasmissione, è stata una sfida molto interessante e gratificante ma questo non ha cambiato il mio approccio al lavoro e al pubblico: massima serietà e rispetto per le opinioni di tutti stando tuttavia particolarmente attenta a non diffondere fake news’.

Tv e rete, secondo la sua esperienza, hanno contribuito a tranquillizzare il pubblico oppure a volte si è esagerato?

‘L’esagerazione se di questo vogliamo parlare era nelle cose. Mai a mia memoria un unico argomento ha tenuto e assolutizzato la comunicazione per così tanto tempo. E su ogni canale televisivo. Non credo che La7 nello specifico abbia esagerato, per altro esiste sempre il telecomando: se un programma non piace basta usarlo e cercare qualcosa (un film, un cartone animato) che permetta di svagarsi’.

Abbiamo tutti noi riscoperto qualcosa a cui non davamo più importanza magari perché travolti dalla frenesia: valori, affetti familiari, la cucina, le tradizioni…l’Italia diventerà un paese migliore post Covid-19?

‘No, non credo proprio, anzi. Covid 19 lascia macerie sociali ed economiche talmente gravi che sarà molto faticoso riprendersi. Diverso forse il discorso a livello personale anche se il prolungato e forzato isolamento non è mai un buon viatico’.

Con la pandemia globale, l’Europa si gioca tutto. Coesione fra i popoli, solidarietà e sostegno alle nazioni più colpite dovrebbero essere l’asse portante. Non sembra proprio così. Si è fatta un’idea?

‘Bhe al momento in cui scrivo l’Europa dopo alcuni tentennamenti iniziali sembra avviata verso una maggiore condivisione dei problemi e delle soluzioni per risolverli. Recovery plan, sure, mef, sono strumenti messi in campo in pochissimo tempo rispetto a ciò a cui eravamo abituati. E forse tutto ciò porterà anche ad una coesione diversa. Temo piuttosto l’esasperazione degli accenti nazionalistici a cui non si è sottratto nemmeno il nostro paese. La retorica è sempre pericolosa’.