L’anno nero a Piazza Affari per le marchigiane

2018, ANALISI ESG89 DELLE SOCIETA’ REGIONALI QUOTATE IN BORSA
Giorgetti (ESG89)<Nell’anno terribile della Borsa Italiana che ha lasciato sul terreno più del 16% ecco i risultati delle 6 compagini quotate a Milano>

Ecco i numeri analizzati dal Centro Studi ESG89 delle società marchigiane quotate alla Borsa di Milano. Sono stati esaminati i valori per azione tra inizio e fine 2018.
Tutti i titoli hanno registrato perdite consistenti dei corsi azionari ben superiori a quello dell’indice generale.

Biesse Spa, la società pesarese specializzata nella produzione di macchine per la produzione del legno con una capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro è passata da un valore di euro 41,08 di inizio 2018 a euro 17,17 di fine 2018 con una performance negativa del 58,20%.
Gel Spa, la compagine con sede a Castelfidardo specializzata nel trattamento delle acque ha inizio anno 2018 aveva registrato un valore di euro 2,508 per azione e a fine 2018 ha raggiunto euro 1,30. La performance negativa è stata del 48,17%.
Elica Spa, la storica società di Fabriano presieduta da Francesco Casoli e operante nel comparto delle cappe da cucina è passata da un valore ad inizio 2018 di euro 2,44 per arrivare a fine 2018 a 1,304 euro con una perdita secca di valore del 46,56%.
Fintel Energia Group Spa di Pollenza in provincia di Macerata. La società attiva nel mercato della vendita di energia elettrica e gas naturale e nello sviluppo e sfruttamento di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. ha iniziato il 2018 con un valore di listino di euro 3,636 per arrivare a fine 2018 a euro 2 netti lasciando sul terreno il 44,99%.
Clabo Spa la società con sede a Jesi leader nella progettazione e produzione di arredamenti per bar, pasticcerie e locali in genere quotava a gennaio 2018 euro 2,92 per poi chiudere l’esercizio a euro 1,722 con una riduzione del valore del 41,03%.
Tod’s Spa, l’azienda del lusso di Sant’Elpidio a Mare dei fratelli Della Valle in provincia di Fermo è passata da un valore di euro 59,9 di inizio 2018 a euro 41,28 di fine dicembre 2018 registrando così una perdita del 31,09%.

 <Le imprese quotate in Borsa hanno maggiori opportunità di crescita e sono più profittevoli di quelle non quotate – commenta Giovanni Giorgetti di ESG89 Group che ha coordinato l’analisi.
Nonostante questo, però, in Italia e nelle Marche le aziende, soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni, non mostrano grande propensione ad affacciarsi su Piazza Affari.
I risultati non troppo esaltanti in Borsa nel 2018, poi, stanno mettendo a dura prova le decisioni del management di alcune interessanti imprese locali che ufficialmente stanno esplorando il percorso della quotazione. Effettivamente va detto, però, che essere in Piazza Affari diventa uno strumento di forza rispetto alle aziende non quotate anche nei momenti più turbolenti dell’economia nazionale, con una maggiore attitudine alla resistenza alla crisi e alla ripresa. Effetti positivi dalla quotazioni – termina Giorgetti – si riversano inevitabilmente anche sul mercato del debito e del finanziamento bancario: per le aziende quotate l’accesso è agevolato potendo contate su una cassa interna meno limitata rispetto alle aziende non presenti in Borsa. Infine, da non sottovalutare è il contributo che una società quotata offre alla crescita economica del proprio territorio>.

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