L’ e-mobility non convince: scettico il 60% degli italiani

I risultati di un’indagine di mercato in vista del That’s Mobility – Conference and Exhibition di Milano mostrano lo scetticismo degli italiani sulla mobilità sostenibile

Il dato di maggior rilievo che emerge dai sondaggi è che  il 60,5% degli italiani non passa all’auto elettrica per paura di non riuscire a reperire le modalità di rifornimento.

A questo, si concatena la paura di restare senza energia, secondo motivo deterrente per il 57,5% del campione preso a sondaggio.

Quello che sembra mancare è la corretta informazione sulla e-mobility (mobilità elettrica), in particolare tra la popolazione femminile. Il 60% delle donne, infatti, si aspetterebbe di poter fare la ricarica dal benzinaio.

Questi sono solo alcuni dei risultati scaturiti dal sondaggio “Presa in pieno!”, i cui risultati completi e le soluzioni ai problemi evidenziati verranno affrontati a That’s Mobility, in programma a Milano il 25 e 26 settembre.

Sebbene il settore dei veicoli “green” sia in espansione nel nostro Paese, l’Italia non compare neanche tra i primi venti Stati che immatricolano vetture a energia elettrica. Questo anche per via dello scetticismo di fondo che non aumenta la domanda.

La strada per adempiere all’accordo di Parigi sembra ancora lunghissima. Il 25% dei veicoli dovrà viaggiare a zero emissioni entro il 2020, il 100% entro il 2030.

A mancare, secondo il Rapporto “Mobilità sostenibile e veicoli elettrici” di Repower – Gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile -, è un piano di azione nazionale sull’ e-mobility condiviso che raccolga tutte le iniziative dei singoli comuni e regioni.

Basti pensare che in Europa il mercato delle auto elettriche è cresciuto del 38% nel 2017 rispetto al 2016, per capire che l’Italia ha bisogno di adeguarsi, e in fretta.

Come convincere gli italiani a passare all’e-mobility?

L’inchiesta “Presa in pieno! Gli italiani alle prese con le colonnine di ricarica” è nata proprio da questa domanda, coinvolgendo oltre 1.000 soggetti al di sopra dei 18 anni nel territorio nazionale.

Scorrendo i fattori determinanti della scelta di una nuova auto, spicca quello del tipo di alimentazione, con il 28,7% delle risposte. Segue subito il prezzo (27,2%), mentre potenza e velocità rappresentano solo il 4%. Anche linea ed estetica sembrano avere un peso marginale. Non si trascura, invece, il dato sulla sicurezza, segnalato dal 12,9% degli intervistati.  Un italiano su dieci, tuttavia, ha espresso di non voler affatto acquistare auto, e quindi di preferire una mobilità alternativa.

Rifornimento elettrico vs. tradizionale

A fronte della possibilità di dare una risposta multipla, il 61% del campione invitato ad immaginarsi alla guida di una e-car ha optato per la “difficoltà di fare rifornimento”. Un buon 58%, inoltre, si è espresso a sfavore per il rischio di “rimanere senza carica”. In generale, gli italiani mostrano una conoscenza e una consapevolezza ancora molto superficiali, come confermano le risposte su autonomia, costi e durata della ricarica.

Tra i suggerimenti per favorire la diffusione della e-mobility ha prevalso “l’offerta di incentivi economici sull’acquisto del mezzo”, distaccando di poco l’obbligo di “installare colonnine nei distributori di benzina esistenti” e di “installare le colonnine nei parcheggi di tutti i supermercati”.

Questi ultimi dati sono interessanti e valgono un’osservazione. Il consumatore, infatti, non sembra ancora pronto a un cambio di mentalità e vuole continuare a comportarsi come alla guida di un’auto tradizionale. Lo dimostra una significativa percentuale di un intervistato su quattro che lamenta  la “mancanza di una alternativa al self service” per il rifornimento.

Un’analisi più approfondita delle risposte ha rivelato numerosi casi di incoerenza. Ad esempio, soggetti che vorrebbero incentivi all’acquisto, ma non vedono il prezzo come una barriera. Oppure, chiedono tariffe agevolate sul kWh, ma sono convinti che già oggi si possa fare un pieno con pochi euro. Altri ancora che pensano di poter fare il tragitto Milano-Roma senza alcuna sosta, individuando sempre la scarsa autonomia il maggior problema delle e-car.

Serve dunque tanta, tanta informazione in più, non solo in questo ambito, ma anche nella più ampia cornice dell’ economia circolare. L’indagine, in particolare, suggerisce di “lavorare” sulle colonnine di ricarica cercando di renderle un oggetto più a portata di mano del consumatore, non solo in termini di diffusione sul territorio.

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

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