Marco Bindelli: INTESA-UBI BANCA – per i grandi gruppi un’opportunità …ma per le PMI?

Marco Bindelli, Vicepresidente Banco Marchigiano

 

L’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata da Intesa nei confronti di Ubi Banca non dovrebbe comportare effetti particolari sulle PMI in quanto entrambele banche sono attualmente considerate Significant, ossia enti assoggettati alla vigilanza diretta della Banca Centrale Europea con regole pensate per le grandi banche che devono finanziare grandi aziende e assoggettate al Comprehensive Assessment, l’esercizio con cui viene verificato il loro stato di salute, come l’AQR (AssetQualityReview).

Scopri gli altri commenti

A breve, il vero impatto negativo sulle PMI sarà prodotto dall’applicazione dell’AQR alle Banche di Credito Cooperativo, le quali sono state classificate Significant per il solo fatto di essere state obbligate ad aderire ai due grandi Gruppi Bancari Cooperativi facenti capo ad Iccrea e Cassa Centrale.

Tornando all’OPS, sia Intesa che Ubi Banca hanno acquisito, al prezzo simbolico di un euro e ricevendo cospicui crediti di imposta, banche in dissesto che sono state ripulite con risorse di altri. Tuttavia, Intesa è sicuramente la miglior banca italiana (forse tra le migliori in Europa) ed ha mostrato attenzione sia per i territori che per le PMI. Di conseguenza, in caso di fusione tra Intesa ed Ubi, il vero problema sarebbe rappresentato dalla sovrapposizione degli sportelli e dalle quote di mercato che verrebbe a detenere Intesa (normativa antitrust), specie in Lombardia e Marche. Per tali problemi Intesa ha però raggiunto un accordo con Bper per cedere un ramo aziendale di 400-500 filiali, mentre UnipolSai, socio di Bper, dovrebbe rilevare il ramo di bancassicurazione di Ubi.

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com