Imprese nelle Marche: meglio dell’Umbria nei protesti, ma cala l’export

Le piccole imprese marchigiane tra le più puntuali d’Italia nei pagamenti dei protesti

Stando ai dati Unioncamere e Cribis elaborati da CNA Marche, primi sei mesi del 2018 vedono le Marche al primo posto nella classifica che segnala la diminuzione dei protesti, col -30,4%.

Ad onorare i propri crediti sono per lo più le piccole imprese, presenti anche come pagatori più puntuali – specie nelle costruzioni-, dato in cui le marchigiane si posizionano al quinto posto in classifica. Tra le ritardatarie troviamo invece le aziende che operano nel commercio al dettaglio: il 16,9% di queste paga oltre 30 giorni dalla scadenza.

Diminuite anche le imprese che dichiarano fallimento: il dato è sceso da 417 nel 2016 a  347 nel 2017. Nei primi sei mesi del 2018 si attestavano a 178.

Considerando il periodo di crisi complessivo iniziato nel 2009, le imprese delle Marche dichiaranti fallimento sono state 4.023. Di queste, la maggior parte facevano parte dei settori del commercio, dei servizi, dell’edilizia e del manifatturiero.

Vetrya: consolidata la partnership con Microsoft Azure per i prossimi tre anni

L’orvietana Vetrya, leader nel settore tlc e media, raddoppia il sodalizio con Microsoft affidandosi alla piattaforma cloud Azure.

Microsoft Azure ospiterà per i prossimi tre anni tutti i servizi e le soluzioni strategiche di Vetrya. I vari strumenti vantati dalla piattaforma permetteranno ai clienti dell’azienda umbra di godere di servizi ad hoc per ogni esigenza: dal data service , al Digital Asset Management, dalle Advanced Analytics all’intelligenza artificiale e molte altre ancora.

Marche: raggiunto l’obiettivo di spesa per lo sviluppo regionale, ma l’export non decolla

La Regione Marche passa l’esame di Bruxelles a pieni voti. Le risorse previste dal Programma comunitario Por Fesr  sono state stanziate per 235 progetti riguardanti investimenti produttivi, con una dotazione di 10 milioni di euro.

Complessivamente, gli investimenti per le imprese e la ricerca della regione ammontano a 371 milioni di euro.

Se da una parte c’è la volontà di rilanciare l’economia, dal punto di vista del commercio estero, la regione non sembra riprendersi.

I dati congiunturali aggiornati di Banca d’Italia sull’export marchigiano nei primi sei mesi del 2018 contano un calo verso i paesi extra UE (-4,3%). In diminuzione consistente anche le esportazioni verso gli Stati Uniti (-15,4%), il Giappone (-20,5%) e l’ India (-24,6%). Tra i settori, a risentirne maggiormente sono il calzaturiero, in calo dello 0,4%, il comparto legno e carta (-0,6%). Bene le esportazioni nei Paesi UE(+2,3%),  meglio la meccanica, che totalizza un +0,8%.

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