Il “momento giusto” per ritirarsi

Un imprenditore geniale e con grandi abilità tecniche, qualche anno fa decise di cedere, di punto in bianco, il governo dell’azienda al figlio che a quell’epoca aveva appena compiuto ventisei anni.

Una scelta coraggiosa ma che si è rivelata vincente. Lui, il padre, oggi si occupa, ma senza rapporti formalizzati, di costruire prototipi e nuovi prodotti. Il figlio, trovatosi in prima linea da un giorno all’altro, non si è perduto d’animo. Ha ascoltato gli uomini dell’azienda, ha innovato i sistemi di gestione,ha viaggiato in tutti i continenti per conoscere i clienti, il contesto in cui operano, le loro esigenze. È tornato con idee, nuovi ordini e grande entusiasmo. In pochi anni la sua impresa ha fatto un salto dimensionale, e sta continuando a crescere con successo.

Quando penso a questa storia, vi trovo alcuni insegnamenti da condividere con tutti coloro che stanno oggi pensando al passaggio generazionale.

Il primo riguarda una qualità fondamentale per l’imprenditore: saper guardare oltre sé stesso, considerare il progresso dell’azienda più importante del proprio futuro personale.

Il secondo è anch’esso relativo ad una dote che un imprenditore dovrebbe sempre avere: sapere quando è il momento giusto di agire, compreso quando si tratta di prendere la decisione di ritirarsi dall’attività.

Quell’imprenditore che qui cito, era ed è un innovatore, ma aveva evidentemente percepitola velocità a cui si evolvono oggi le tecnologie e i mercati. Meglio mettere in mano l’azienda ad uno spirito più giovane, più aperto e capace di osservare in modo innovativo il mondo esterno e di coglierne l’evoluzione.

Qualcuno potrà pensare che il giovane che ha preso le redini dell’azienda sia un genio, magari laureato in qualche università prestigiosa, all’estero. Nulla di tutto questo, è un ragazzo normale, con un padre che lo ha tenuto sempre accanto a sé in azienda, lo ha fatto partecipare a tutte le decisioni importanti, gli ha trasmesso la sua passione del fare, del creare, dell’essere imprenditore.

In altre parole: non teniamo i nostri figli lontani dall’azienda e ricordiamoci che anche noi eravamo molto giovani quando abbiamo iniziato la nostra affascinante avventura.

di Fabio Menghini                               

 

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