I viaggi della speranza degli umbri su Milano

Il gap delle infrastrutture pesa molto rispetto ai nostri amici fiorentini o bolognesi o romani che sono ad appena 1-2 ore di auto da noi ma che per salire sul Frecciarossa o Italo hanno un’opportunità ogni ora o anche di più.

Svegliarsi alle 4 di mattina per prendere il treno della speranza alle 5:10 è sicuramente un bel sacrificio.

Meglio che ci sia? Certo. Ma è come dire meglio qualcosa che niente. L’accontentarsi!

Cosa fare? Investire subito su più collegamenti veloci su Roma o Firenze per poter prendere le coincidenze. Questo aiuterebbe anche chi deve venire in Umbria: turisti e manager, lavoratori e imprenditori.

Una regione lontana dai centri di potere economici paga sicuramente un gap. E lo stiamo sentendo.

Giovani laureati che scappano al nord o all’estero perché non hanno un futuro, paesini che si spopolano; società in difficoltà nell’attrarre manager da fuori regione con il conseguente ritardo nella produttività aziendale.

Insomma, oramai i tatticismi non sono più accettabili. Anche perché si sommano alle continue ‘voci di corridoio’ sull’aeroporto e sul suo futuro. E sinceramente gli umbri meritano di meglio.

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