Giuliano Gaiba (Ad Eden Viaggi):’Abbiamo bisogno di benzina per il motore di tutta la filiera del turismo che dovrà tenere duro per parecchio tempo prima di poter ritornare al pre-Covid-19’

(Giuliano Gaiba, Ad Eden Viaggi)

Il turismo rappresenta il 13% del Pil Italiano. Un comparto messo in ginocchio dal Coronavirus. Ma dal quartier generale di Pesaro, Eden Viaggi lancia la sfida. Un gruppo che conta 1000 collaboratori, 450 milioni di euro di fatturato, 9000 agenzie viaggi gestite, 26 villaggi turistici nel mondo, 24 ciao club. Ne abbiamo parlato con il direttore generale e amministratore delegato Eden Viaggi, Giuliano Gaiba partendo proprio dal lockdown fino alla visione strategica delle Marche che saranno.

«Il momento che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo oggi è particolarmente complicato per il settore del turismo – spiega Gaiba – Un settore determinante per l’economia del nostro paese, non considerato dal Governo alla stregua di altri settori meno determinanti.  Da qui la richiesta che il nostro Gruppo, leader in Italia, e gli altri attori del mercato hanno formulato al governo nelle settimane passate attraverso la creazione del “Manifesto per il Turismo Italiano”. Un’azione che ci ha permesso di muoverci con un’unica voce di categoria e che ci ha garantito grande visibilità e la possibilità di interloquire con le massime cariche dello Stato, nonostante sperassimo tutti in un risultato più concreto e meno deludente».

Cosa avete ottenuto?

«Per la prima volta è stato creato un fondo a sostegno di tour operator e agenzie di viaggi con 25 milioni di euro stanziati. Positivo è il traguardo raggiunto, meno il valore dello stesso che rappresenta lo 0,33% di quanto perso, un dato che non può lasciarci indifferenti. Gli emendamenti presentati hanno l’obiettivo di finanziare meglio il fondo anche attraverso lo scarico parziale del bonus vacanze.È di questo che abbiamo bisogno: benzina per il motore di tutta la filiera del turismo che dovrà tenere duro per parecchio tempo prima di poter parlare di ripresa’. 

Nei vari decreti del Governo quali sono stati i punti deboli e punti di incontro per il rilancio?

«Direi che il punto cruciale è stata la complicazione, una caratteristica abbastanza italica. Sono stati proposti contributi, bonus vacanza per poi perderci in una burocrazia impressionante creando ostacoli che spesso spingono il cittadino a desistere. Un esempio per tutti legato al bonus vacanza, che obbliga gli albergatori ad anticipare l’80% delle spese di rimborso, in un momento in cui è in grave ristrettezza economica, a fronte di un futuro storno di tasse. Un decreto pensato su misura nel momento del bisogno avrebbe dovuto prevedere la possibilità di far valere i buoni vacanza come moneta effettiva, consentendo all’albergatore o ai Tour operator o alle Agenzie di Viaggio di ricevere un accredito in conto corrente a fronte della presentazione del diritto al bonus da parte di un cittadino. Se un paese vuole sostenere un settore decide di semplificare le procedure volte a sostenerlo e anche di finanziarlo, ad esempio a tasso ‘0’ o a fondo perduto, come è avvenuto in altri paesi stranieri».

Quali sono i suggerimenti che potrebbe dare per una nuova politica industriale del turismo nella nostra regione e nel nostro paese?

«Innanzi tutto dico che un settore come il Turismo, così importante per l’Italia, dovrebbe avere un Ministro del Turismo che coinvolga i player che vi lavorano. Questa sarebbe una chiave di volta che potrebbe ridare ossigeno a tutto il turismo. Non servono interventi spot ma una vera riforma del Turismo che lo metta al posto che merita nel paese più bello del Mondo, in virtù del suo rilievo per l’economia italiana»

Quali sono i segnali economici da cogliere dopo questa crisi da Covid? In particolare come cambierà l’industria del turismo?

«La crisi lascerà il segno e tanti operatori, quelli più fragili o di dimensioni piccole – che poi sono il tessuto del nostro paese – non aiutati in tempo dovranno chiudere i battenti oppure finire in mani straniere. Nel mondo delle agenzie di viaggio, per esempio, si prevede una contrazione del 15/20%. Parliamo di uno dei tasselli della filiera più importante. Come Gruppo Alpitour abbiamo cercato di sopperire alla mancanza di sostegni esterni, mettendo a punto tante azioni a sostegno delle agenzie di viaggio, cercando di aiutarle finanziariamente il più possibile. Prevediamo anche che molti hotel italiani non apriranno questa estate e rimarranno più di un anno senza fatturato mettendo a rischio la loro sussistenza».

Dopo l’ingresso in Alpitour come sono cambiate le cose per il gruppo?

«L’entrata di Eden Viaggi all’interno del Gruppo Alpitour ha significato una vera svolta per la nostra azienda. Innanzi tutto un elemento vincente è stata la visione del nostro Presidente Gabriele Burgio di lasciare autonoma l’azienda, valorizzandone le risorse esistenti e riconoscendo il patrimonio di know how acquisito nel corso degli anni. Questo ha significato per Eden arrivare nell’ultimo biennio a performance mai raggiunte in precedenza, chiudendo lo scorso anno con un fatturato di 450 milioni di euro. Alpitour ci ha dato solidità, sinergie e prospettiva e oggi noi lavoriamo per ripagare la fiducia avuta dal nostro Presidente e dagli azionisti del Gruppo».

Operate in una Regione plurale come le Marche, si fa abbastanza per il turismo qui?

«Le Marche a mio avviso sono una regione meravigliosa e non hanno nulla da invidiare a territori come la Toscana, solo per citarne una. Dal punto di vista naturalistico troviamo un mare meraviglioso, valli e montagne costellate da borghi affascinanti e una popolazione aperta e ospitale. Un riconoscimento che proprio nel 2020 ci arriva anche dalla Lonely Planet che colloca le Marche al 2° posto nella classifica delle migliori aree da visitare al mondo. Per una ripartenza del Turismo nelle Marche le strutture ricettive necessitano di adeguamenti e miglioramenti per portarle al livello dei competitor europei.  Il turismo, poi, in regione come nel paese, deve essere destagionalizzato; la stagione deve allungarsi per ripagare gli investimenti degli operatori, le Marche hanno risorse per farlo. E’ importante affiancare alla tradizionale proposta mare, anche proposte esperienziali molto apprezzare dei viaggiatori come il cibo, la montagna, l’arte, la cultura e lo sport».

di Luigi Benelli

 

 


Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com

Per Info, Contatti e Collaborazioni, scrivere a: risorse@esg89.com
OPPURE https://www.esg89.it/it/opportunities.php