Germania, grande piano di rilancio economico. Il pacchetto da 130 miliardi è composto da 57 interventi in sole 15 pagine

Il governo tedesco vara una maxi-manovra di stimolo pari al 4% del Pil che punta su consumi e investimenti anche verdi, taglia IVA e bollette, aiuta imprese e famiglie per contrastare la più violenta recessione dal dopoguerra

Una manovra da 130 miliardi, pari al 4% del Pil, per rilanciare l’economia nel post coronavirus. In quella che la Merkel ha definito ‘una crisi senza precedenti’, il governo dopo ore e ore di trattative ha deciso di non badare a spese per mettere il turbo all’economia e tentare il grande rimbalzo nel 2021, una ripresa a ‘V’ in un momento in cui il lockdown sta finendo. Il “pacchetto’ è composto da 57 interventi in sole 15 pagine, che iniettano denaro e danno incentivi e sollievi ad ampio raggio: per rafforzare i consumi, per potenziare gli investimenti dalle auto elettriche alle ferrovie, alla digitalizzazione; per sostenere le imprese e anche i comuni più indebitati, colpiti dalle chiusure provocate da Covid-19.

Tra tutte le misure, spicca ‘il più grande taglio alle tasse da decenni’, con l’IVA che è stata tagliata dal 19% al 16% e dal 7% al 5% con un costo per i primi sei mesi di circa 20 miliardi.

Se tutto andrà bene, la Germania rimbalzerà fortemente! E l’Italia? Ora si sta pensando agli STATI GENERALI DELL’ECONOMIA.

Un altro tavolo, perderemo altro tempo, tempo che imprese e cittadini non hanno più. Insomma, mentre la più grande economia europea non ne perde di tempo, anzi lo anticipa con una manovra di 15 pagine, dico di sole 15 pagine, noi ad oggi abbiamo scritto lenzuolate di decreti, spesso ‘illeggibili’ per i cittadini e anche per molti professionisti, per approvare misure perlopiù a pioggia e poco incisive. I primi segnali della grave crisi che sta per arrivare già ci sono: cartelli affittasi e vendesi appesi sui negozi delle vie della città, consumi in calo anche alimentari, aziende a marcia ridotta e soprattutto una mancanza totale di fiducia per il futuro.

Per non parlare del problemi dei pagamenti b2b: aziende con scarsa liquidità che rimandano, diluiscono, chiedono rinvii e gli istituti di credito che invece continuano con la loro attività rigorosa per non dire timorosa: concessione di nuove linee di credito difficilissime, ritardi assurdi nell’esame delle pratiche che sono sempre più spesso date in outsourcing a società in service anche estere, tassi applicati superiori a quelli di mercato: 3-4-5%.

Insomma tutto fa presagire che l’autunno sarà un momento complicato per il nostro paese ma non per la vicina e temibile Germania che ancora una volta ha capito che dalle difficoltà nascono sempre delle nuove opportunità!

RedazioneCUOREECONOMICO


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