Facebook rallenta, il titolo in borsa crolla

Comunità

Un piccolo inciampo, speculazione o inizio del ridimensionamento?

È bastato poco per far perdere a Facebook oltre il 24% a Wall Street: gli utenti attivi si sono rivelati inferiori alle stime, fermandosi a 2,23 miliardi contro i 2,25 miliardi previsti.
La velocità di crescita anno su anno per il secondo trimestre 2018 è dell’11% (dal 13% del primo), il risultato più basso dal dal 2011; accentuata la perdita di utenti in Europa: 3 milioni di utenti giornalieri ed un milione di utenti unici mensili in meno.

Questo nonostante ricavi trimestrali in rialzo annuo del 42% (inferiori alle stime) ed utili in aumento del 31% (di poco superiori alle previsioni).

Il CEO Mark Zuckerberg attribuisce il risultato alla nuova normativa europea sulla privacy (GDPR), ma non va dimenticato l’enorme scandalo legato a Cambridge Analytica e l’impegno per contrastare le fake news.

Proprio per queste ultime – che in Italia potremmo definire bufale o propaganda – hanno determinato un investimento tale da far salire i costi del 50% rispetto all’anno precedente, composto da nuove tecnologie e assunzione di moderatori ed analisti.

Date le premesse il rallentamento potrebbe quindi essere fisiologico, oppure il timido inizio di una nuova consapevolezza collettiva.

Community vs Comunità

Con i social network è nata un’idea di relazioni diversa rispetto a quella cui siamo abituati: si passati dalle cerchie di conoscenti ed amici alle community, formalmente con lo stesso significato ma sostanzialmente ben diverse.

Facebook è il social network per antonomasia, un mezzo di comunicazione obbligato per raggiungere il più ampio numero di persone possibile e per creare gruppi con interessi comuni.

Resta però uno strumento che crea relazioni deboli, fatue.

Quello di comunità è invece un concetto su cui si basa la civiltà umana: gruppi di persone che condividono gli stessi bisogni, che poi evolvono in princìpi e che diventano pilastri di complesse strutture sociali in continuo mutamento.

Dalla comunità nascono le imprese, che in essa vivono e prosperano restituendo benessere e progresso.

Questa la visione sana di un tessuto imprenditoriale non predatorio e volto ad uno sviluppo costante e sostenibile, da qui si parte per definire nuovi obiettivi e tracciare le rotte per raggiungerli.

Il primo passo è stato fatto da ESG89 Group con l’organizzazione del Glocal Economic Forum Perugia 2018, il più grande incontro economico del Centro Italia che mira a valorizzare le piccole e medie imprese in un ottica di crescita collaborativa.

Sinergie tra imprese, associazioni, istituzioni e stakeholder che portano ad una ripresa economica stabile e strutturale.

Vengono superati anche i localismi che spesso non sono altro che sterili campanilismi.

Le Marche saranno la regione ospite di questa edizione al fine di unire i pezzi di un puzzle di competenze, eccellenze e potenzialità per portare ad un sistema più forte e completo della somma dei suoi singoli elementi.

Per maggiori informazioni sul Glocal Economic Forum Perugia 2018 è possibile contattare la segreteria organizzativa e seguire l’hashtag #GlocalForum2018 sui social media.

Glocal Economic Forum Perugia 2018: la società, l’economia, il valore dei territori

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

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Maggiori informazioni sull’ Annuario Economico Umbria-Marche 2019-2020

Programma 2019 Forum ESG89

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com