Enogastronomia traino del turismo in Umbria

Amilcare Pambuffetti

Amilcare Pambuffetti – Consorzio Tutela Vini Montefalco

Il successo dell’enogastronomia fa da traino per il turismo in Umbria, è un fenomeno in continua crescita e, in particolare, a partire dagli anni duemila, si è fortemente sviluppato quello legato alle visite in cantina

Quindi, viaggi mirati che in particolare appassionati di vino scelgono come tipologia specifica di vacanza. Con una impennata ancora più accentuata negli ultimi 5-6 anni.

L’Umbria ha tutte le carte in regola per accogliere questo tipo di turisti e così fa con ottimi riscontri.

Le aziende e gli ettari vitati sono decuplicati, oggi è ancora più semplice offrire un’offerta adeguata al pubblico che può scegliere tra un numero sempre maggiore di aziende vitivinicole e realtà che si occupano di accoglienza.

La sinergia tra i differenti anime è fondamentale per far funzionare un comparto che, per l’Umbria in particolare, rappresenta una risorsa enorme.

Facciamo l’esempio di Montefalco, 15 anni fa i ristoranti si contavano sulle punte di una mano, ora le possibilità sono quasi dieci volte tanto.

Che cosa significa? Significa che c’è risposta da parte del turista/cliente, perché altrimenti non ci sarebbe stato questo sviluppo, nel settore della ristorazione in questo esempio, ma vale per tutto il comparto.

La crescita è tangibile, non solo approssimativa, a sensazione.

Il turista enologico è un turista specializzato, che sa quello che vuole andare a scoprire, non va in cantina per caso, ma si mette in viaggio per questo.

Ecco la nostra regione ha la possibilità di sviluppare ancora questo ambito, di mettere a frutto il suo patrimonio.

Che è culturale, storico, artistico, ma è anche un patrimonio di risorse di questo genere a cui bisogna rivolgere un messaggio mirato, dedicato, aggirando il rischio di una comunicazione generalista sull’Umbria come meta di vacanze e soggiorni, perché altrimenti si sacrifica un’importante ulteriore possibilità di crescita che affianca e non sostituisce quella del turismo generalista, ma la arricchisce.

Il futuro non può che essere roseo, il fascino dell’Umbria è così forte che non può che farci ben sperare.

 

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