Economia umbra in grande difficoltà: da dove ripartire per il rilancio?

Anche la Camera di Commercio lancia l’allarme sulla fragile situazione economica umbra: “Già la Banca d’Italia aveva segnato un periodo di difficoltà per l’Umbria. Non abbiamo purtroppo una cura da suggerire, ma registriamo una carenza di ecosistema pubblico-privato favorevole e stimoliamo gli attori economici e istituzionali a fare di più. In fondo l’Umbria non è mai uscita dalla crisi.

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Per esempio nel turismo, è stato ripreso il ritmo del “pre-terremoto” ma registriamo ancora tante lacune commenta Mario Pera, segretario generale della Camera di Commercio di Perugia.
Si evidenzia un calo demografico sia di italiani che di stranieri, un calo del numero delle imprese registrate, un tasso di crescita dello 0,1% (molto più basso della media italiana e del Centro) ed anche un settore un tempo importante come l’artigianato ha perso molto (11,7% negli ultimi 7 anni).
Segno molto importante è il calo delle imprese femminili e l’aumento invece di quelle guidate da stranieri.
Un buon risultato sembra invece venire dalle start-up e le innovazioni tecnologiche: le start-up innovative sono infatti 23,2 ogni centomila abitanti, contro il 16,5% della media nazionale e le aziende che puntano sull’innovazione tecnologica sono il 35,5% ogni mille abitanti contro il 32,3% del centro italia.
Come già anticipato, il turismo perde molti punti con un un tasso di turisticità (giornate presenza per abitante) solo di 6,2 (Centro 8, Italia 6,9) e un indice di riempimento dei posti letto di 17 (Centro 21,7, Italia 22,9).
Anche l’export ha un valore più basso rispetto alla media, con un incidenza sul Pil del 17,2 contro il 19 del Centro e il 24,7 nazionale.

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