Misure a favore dell’economia “circolare” per la tutela dei piccoli borghi

Si dice che il 2017 sia stato l’anno dedicato alla valorizzazione dei borghi italiani. Riflessioni, dibattiti ed iniziative sono stati pensati per definire modelli di sviluppo verso una certa sostenibilità economica, ambientale e favorire il turismo sostenibile e l’economia circolare.

La Legge 158/2017 o “Legge Salva Borghi” è proprio un provvedimento consistente in un pacchetto di misure per il recupero dei piccoli centri.
Tale provvedimento stanzia 100 milioni di euro per finanziare investimenti a tutela dell’ambiente, patrimonio culturale e artistico, mitigazione del rischio idrogeologico, salvaguardia e riqualificazione urbana, promozione dello sviluppo economico e sociale, nuove attività produttive promosse dagli abitanti e realizzazione di ciclovie turistiche per una mobilità a basso impatto ambientale. In sostanza, muoversi per risolvere, in favore dei piccoli comuni sotto a 5000 abitanti, il disagio insediativo legato al rischio idrogeologico, allo spopolamento e all’inadeguatezza dei servizi sociali.

Con un’impostazione sostenibile, i piccoli borghi potrebbero, ad ospitare alberghi diffusi, riqualificare il patrimonio edilizio, incentivare il consumo o la vendita di prodotti agroalimentari a km 0. Un modello di “economia circolare”, dove non ci sono più consumatori ma “utilizzatori” di beni e servizi. Beni e servizi  che, continuamente recuperano, riciclano e rigenerano, potrebbe avere ricadute positive sulla stessa economia del piccolo borgo realizzandone un esempio virtuoso.

Dal 2015, anche la Ue si muove per sostenere economie basate sulla ciclicità delle risorse: iniziative e finanziamenti per 5,5 miliardi di euro mediante fondi strutturali europei in favore di misure per progettare eco-compatibilmente beni e servizi, ridurre i rifiuti e preservare le risorse idriche.

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