Dal Maker Faire al Glocal ESG89 con le Startup di successo

ANCHE ESG89 AL MAKER FAIRE DI ROMA
INNOVAZIONE E TECNOLOGIA COME VOLANO PER LO SVILUPPO ECONOMICO DEL PAESE

Si è conclusa domenica la settima edizione di Maker Faire Rome – The European Edition, che ha trasformato Roma in un vero e proprio parco per l’innovazione.
Maker Faire è la più grande fiera internazionale incentrata sul mondo dell’innovazione tecnologica, invenzioni, creatività ed inventiva.
Ogni anno maker e appassionati di ogni età e background si incontrano per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte.
Tutto è nato in California, a San Mateo nel 2006, neanche un anno dopo la pubblicazione del primo numero di “Make: Magazine”, la rivista di riferimento per tutti i #makers.

MAKER FAIRE ROME – THE EUROPEAN EDITION è stata organizzata dalla Camera di Commercio di Roma con l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura dell’innovazione ed è la più grande Maker Faire al di fuori degli Stati Uniti.
ESG89 ha partecipato come portavoce del mondo imprenditoriale umbro scoprendo molte realtà che spaziano dalla circular economy alla robotica. Abbiamo incontrato il team di Weedea che ha sviluppato il sistema Secure Shelter, per il monitoraggio statico dei beni storici e applicabile anche alle infrastrutture, basato su sensori di accelerazione e l’elaborazione dei dati attraverso l’Intelligenza artificiale.
C’era anche Albicchiere, che nel 2018 ha vinto il premio come startup più innovativa del mondo nella categoria Home & Lifestyle, rivoluzionando il modo di bere vino. I fondatori Massimo Mearini e Diego Pepini hanno scelto di fare innovazione in un settore tradizionale come quello del vino riuscendo ad offrire un prodotto che consentisse di migliorare l’esperienza degli utenti durante l’acquisto e il consumo di vino.

Le Start-up di successo al GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89

Secondo il Ministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti, in visita a Maker Faire 2019, «Stiamo scoprendo nuovi modi di produrre ad alto contenuto tecnologico,lì dove ce n’è bisogno, in modo sostenibile, intelligente e creativo. L’obiettivo è anche un rilancio di un artigianato di nuova generazione per il quale qui in Italia possiamo essere pionieri nel mondo», spiega.

È forse questa la chiave di volta dal quale far ripartire l’economia del nostro paese?

I recenti dati del Ministero dello Sviluppo Economico parlano chiaro del resto: al termine del terzo trimestre 2019 si è registrata una ulteriore crescita delle startup innovative rispetto al trimestre precedente (+1.8%).
La crescita delle startup innovative genera un indotto positivo anche sotto il profilo occupazionale impiegando a fine giugno 14.584 persone – 213 persone in più rispetto a fine marzo 2019. Inoltre, rispetto alle altre nuove società di capitali, le startup innovative si contraddistinguono per compagini societarie più ampie – in media ogni startup ha 4.6 soci contro i 2.1 riscontrati tra le altre nuove imprese.
Analizzando gli indicatori economici e finanziari delle startup relativi al 2018 si registra un valore della produzione medio crescente rispetto all’anno precedente pari a 187.000 euro – questo dato rappresenta quello che l’impresa ha materialmente prodotto durante l’esercizio.
Un altro parametro da tenere in considerazione è la percentuale delle immobilizzazioni espresse in percentuale sull’attivo patrimoniale netto – anche qui le startup italiane presentano valori positivi a confronto con le nuove società di capitali. In questo trimestre il rapporto è pari al 23.8%, circa più di 6 volte superiore rispetto al rapporto medio registrato per le altre nuove società, pari al 3.6%. Infine, considerando indicatori di redditività come ROI e ROE in riferimento alle startup con utile, si registrano indici sensibilmente migliori rispetto a quelli fatti riportare dalle altre società di capitali.
Oltre al ROE e al ROI, tra gli indici di redditività troviamo anche il valore aggiunto che di fatto esprime l’impatto di ogni startup sull’economia – per ogni euro di produzione le startup innovative in utile riescono a generare in media 38 centesimi di valore aggiunto rispetto ai 29 delle altre società.
Facendo una classifica per distribuzione e densità regionale sul numero di startup innovative nel terzo trimestre vediamo in vetta Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna e solo al sedicesimo posto l’Umbria con 196 startup pari all’1.85% sul totale nazionale.
Non è un dato rassicurante se comparato alle principali regioni che trainano l’economia nazionale ma rappresenta comunque un segnale di cambiamento. È proprio in quest’ottica che ESG89, durante il Glocal Economic Forum che avrà luogo il 13-14-15 novembre, dedicherà un’attenzione particolare al mondo startup.
L’obiettivo di ESG89 sarà proprio quello di far conoscere alle migliori startup di Umbria e Marche tutto l’ecosistema imprenditoriale che le circonda al fine di creare e costruire relazioni solide.

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com