Covid-19, lettera aperta di un imprenditore al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

(Riceviamo e pubblichiamo la lettera appassionata di Andrea Marcantonini, imprenditore umbro preoccupato della gravissima situazione economica causata dal Covid-19)

Caro Presidente Giuseppe Conte,
fa un annuncio sabato scorso alle 23:30 e alle 20:00 della domenica successiva ancora non c’è il decreto
e le aziende, come la mia, non sanno se lavoreranno o no. Perché?
E così.. caro primo Ministro Giuseppe Conte ci ordina di restare a casa. Aziende chiuse. E come lo fa?
Lo fa alle 23.30 di un sabato sera in diretta Facebook dal suo profilo. Io già dormivo. Preoccupato. Lo fa senza aver emesso il Decreto prima. Innanzitutto rimango stupito per il modo.

Nessun rispetto per le istituzioni e purtroppo non è il primo che non ne ha, ma in una situazione così particolare, mi aspetto che una decisione così importante venga comunicata a reti unificate in un orario decente.
Se non alle 20:00 di sabato poteva essere fatta alle 13:00 di domenica. In TV a reti unificate e poi se volete anche in diretta facebook.

Con chi ha preso questa decisione? Lo ha fatto, sembra, parlando con i sindacati. E la classe imprenditoriale dove stava?
Poi mi chiedo perché questa urgenza? Per non farci dormire? Per instillare maggiore ansia? Più di quella che già abbiamo? Dove stava l’urgenza? Perché non il giorno dopo?
Quindi ok. Ci dice che dobbiamo chiudere le aziende. Parliamo di tutto o quasi il manifatturiero dopo che avete chiuso per decreto il turismo, la ristorazione e una grande parte delle partite iva. E lo fa il sabato notte. Non ci da il tempo nemmeno di organizzarci. Non le interessa se abbiamo spedizioni programmate. Merci in arrivo da ritirare. Personale da organizzare. Aziende che comunque spenderanno soldi anche da chiuse. Non ci dice quali misure verranno prese per questa chiusura forzata. Dice che ci sarete vicini e che insieme ce la faremo. E io che abito nelle zone vicine ai terremotati penso a loro e mi viene un certo malumore.

L’ultimo aiuto ce lo avete dato per decreto il 16 Marzo quando avete spostato il pagamento delle tasse al 20.
Peccato che il Decreto è uscito quel pomeriggio del 16 marzo rendendosi inefficace. Ma che distratti. Che burloni…

La considerazione per le aziende e le partite Iva è questa? Niente alle aziende e 600 euro al mese (forse) alle partite Iva. Meno del reddito di cittadinanza. La metà di quel che si spende per mantenere un migrante clandestino.
Disprezzo totale o nessuna conoscenza di quali situazioni vive chi lavora in proprio.

Ora vorrei sottolineare l’importanza della piccola e media impresa. Come la nostra azienda.

Ci dice, caro Presidente del Consiglio, di chiudere due settimane, ma già negli ultimi tempi, le aziende hanno avuto difficoltà di approvvigionamento e soprattutto nel reperire vettori per la consegna delle merci nei vari paesi europei ed extra UE.

Noi nella nostra azienda dalla scorsa settimana abbiamo iniziato a scrivere un piano che prevede le strategie da attuare per resistere senza fatturare in aprile e maggio. Mai avremmo pensato di non poter spedire la produzione anche di metà marzo. E perché parlo di altri due mesi? Perché immagino che due semplici settimane non diano alcun risultato tangibile rispetto al contenimento dell’infezione.
Perché questo è quello che la matematica ci dice ma che voi non ci volete dire.
Due mesi e mezzo di fatturato e le ovvie conseguenze alla ripartenza significheranno 25/30% di fatturato in meno. Ha detto, caro Presidente del Consiglio, che non avete fermato l’Italia ma l’avete solo rallentata per un po’.

O non sa di cosa parla oppure dice bugie. Avete fermato completamente il turismo, la ristorazione e il 90% del manifatturiero e parla di rallentamento?Ma conoscete i numeri a Palazzo Chigi? Il paese è FERMO. Non rallentato. E non sappiamo neanche quando ci sarà dato ripartire.

Veniamo, poi, da 10 anni ininterrotti di crisi che hanno eroso i patrimoni di moltissime aziende. Senza misure eccezionali molte aziende si fermeranno durante i prossimi due mesi e molte altre porteranno i libri in tribunali a fine anno.

Senza parlare che nel frattempo sono entrate magicamente in vigore le nuove norme del diritto fallimentare a proposito di indici di bilancio e nuovi controlli. Voglio vedere quante aziende tra due mesi rispetteranno quei parametri. E voglio vedere quante banche in questo periodo ci sosterranno con iniezioni di liquidità. Sono proprio curioso!
Non sono esperto di grandi imprese ma credo che fatte le debite proporzioni, avranno grandi problemi anche loro.

Per tutti coloro che dicono che: eh ma bisogna fare come la Cina…
La Cina ha scoperto il virus a dicembre o presumibilmente anche prima. Lo ha tenuto nascosto fino a quando un povero medico di Wuhan che per primo ha denunciato al resto del mondo la pericolosità del virus è stato incarcerato ed è morto per il virus stesso.
Da subito hanno chiuso i social per non far uscire la notizia ma alla fine qualcuno ha bucato l’apparato di sicurezza e così il Presidente della Cina si è trovato costretto a comunicarlo al mondo.
Forse tardi. Ma che vuoi che sia?
E ma loro hanno chiuso subito tutto. Loro sono una dittatura e possono fare quel che vogliono del popolo.

Se vi piace andate pure a vivere in quel paese. La maggior parte delle aziende sono ancora statali e ci vuole un secondo a chiuderle. Tutta la regione di Hubei conta 60 milioni di abitanti, quasi come l’Italia.
Ma la Cina ne fa 1,4 miliardi. Hubei è il 4% della Cina.

Chiuderla non ha importanza neanche a livello economico. Noi stiamo chiudendo l’intera nazione.
Non sto a dire se il virus sia uscito da un laboratorio o dai pipistrelli, di certo non possiamo prendere esempio dai cinesi. Hanno dovuto costruire ospedali (fatti di container) perché non ne avevano, non perché siano dei fenomeni!

Con questi numeri tra tre giorni in Italia avremo lo stesso numero di positivi di tutta la Cina e un numero doppio di morti. Ma la matematica non vi suggerisce qualche sospetto?
A proposito di sospetti sui numeri: in Italia contiamo un numero di morti per quasi il 10% rispetto ai positivi. In Cina il 4%. In Spagna il 5%. In Francia il 3,6%. In Germania il 0,2%. In Korea il 1,1% (sono tornati a vita normale).
Nessuno nel mondo supera il 5% (forse l’Iran..), noi il 10%. La Germania lo 0,2%.
Come li contiamo noi? Perché nessuno fa dei raffronti statistici?

Protezione Civile e Governo si limitano a fornire dati ma non ci dicono niente sui numeri.
I numeri sono FONDAMENTALI E NON DICONO MAI BUGIE. Ecco perché sono così importanti.
È sulla base di questi numeri che i nostri governanti stanno prendendo queste decisioni.

Il Presidente Conte, alcune settimane fa, ci rassicurava dicendo che eravamo pronti ad affrontare qualsiasi virus.

Poi però sono mancate le mascherine (che ancora mancano), poi i respiratori, poi le terapie intensive, poi gli ospedali, poi i medici e gli infermieri, poi dove mettere i morti. E meno male che eravamo preparati!
E visto che eravamo preparati perché il Governo non ha preparato un piano di azione come stiamo facendo noi imprenditori per le nostre piccole aziende, prevedendo scenari negativi e le eventuali contromisure?

Forse è pretendere troppo dalla classe politica che ci governa?

E tutta questa situazione è molto triste per noi poveri imprenditori italiani!

Andrea Marcantonini – MCT Italy Srl (Pg)

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