Coronavirus e il Cratere: mannaia sulle speranze di ricostruzione

Giorgetti ‘Il reshoring agevolato diffuso può rappresentare la via maestra per ridare dignità e rilancio economico a borghi straordinariamente belli – Invitiamo Bill Gates!’

 

L’Italia “zona rossa” per il Coronavirus si abbatte come una mannaia sulle speranze di ripresa delle popolazioni terremotate dell’Umbria, delle Marche, del Lazio e dell’Abruzzo, che da oramai 4 anni attendono l’avvio della ricostruzione.

Comuni come Camerino, Norcia, Cascia, Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Amatrice… solo per citarne alcuni, sanno che con il Coronavirus la ricostruzione diventerà ancora più complessa. A distanza di 4 anni la gente è disorientata, davanti vede solo il buio e c’è chi pensa di andarsene altrove. Intanto città e paesini sono deserti, l’invito a restare a casa sembra essere rispettato, di turisti ovviamente nemmeno l’ombra.
Da questi territori la protesta monta ancora più forte in quanto avverte un isolamento e una distrazione oramai cronica. Inaccettabile in un paese normale!

Per l’emergenza Coronavirus il governo ha messo in campo, giustamente, un’attenzione particolare, che forse era il caso di spendere anche su questioni come quelle del cratere del centro-Italia. Ma l’Italia spesso si dimentica dei territori, di quei piccoli borghi che invece possono e devono costituire la ripartenza. Ci vuole una volontà politica nuova.
Alcuni esempi della lentezza della ricostruzione: nelle Marche, su 420 interventi da realizzare solo nelle opere pubbliche, ne risultano avviati 52, appena uno su otto. Ad Arquata del Tronto, il comune più colpito con il suo borgo martire di Pescara del Tronto (51 morti) le pratiche presentate per la ricostruzione sono appena 109 su 2.070 edifici danneggiati o distrutti, appena il 5,3%.

Il reshoring agevolato diffuso, soprattutto in queste aree – sostiene da tempo Giovanni Giorgetti presidente del Comitato Scientifico ESG89 – può rappresentare la via maestra per ridare dignità e rilancio economico a borghi straordinariamente belli, ma anche a rischio spopolamento!

Puntare sul turismo del benessere, agricoltura di qualità, artigianato, digitale, natura, arte, cultura, bio-edilizia, eccellenze industriali: insomma su quei fattori di sviluppo cosiddetti ‘leggeri’ che possono fare di questi territori delle eccellenze mondiali localizzate, poi, in un area ricca di presidi universitari di livello.

Non dimentichiamoci – conclude Giorgetti – l’importanza e il valore di poter vivere e lavorare in territori incontaminati e salubri che diventano delle chimere per una popolazione mondiale costretta a viaggiare con mascherine anti-smog. Necessario sarà saperlo comunicare meglio e di più! L’esempio di Bill Gates che ha deciso di lasciare in questi giorni Microsoft e passare più tempo lavorando sulla salute globale, sull’istruzione e sulla lotta ai cambiamenti climatici può essere di stimolo per invitarlo a venirci a trovare!’

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