Contrasto al nero? Facciamolo insieme ad una drastica riduzione della pressione fiscale

Cash-back e lotta all’evasione al centro del dibattito politico
Ecco le opinioni: un imprenditore, un manager, un docente universitario e un consulente
Il commento di Federico Malizia (Ciam), Federico Ricci
(Farmacie Comunali di Terni), Giuseppe Rivetti (Università di Macerata) e Vincenzo Curi (consulente)

ESG89 Group, come di consueto, ha voluto raccogliere le libere opinioni da parte di due esponenti dell’economia regionale riguardo il tema politico-economico del momento: il cash-back, la moneta elettronica e il contrasto all’evasione fiscale.

<Ritengo – afferma Giovanni Giorgetti che dirige il Centro Studi ESG89 – che il tema della lotta all’evasione fiscale sia legittimo nel momento in cui il livello di tassazione possa considerarsi in linea con i parametri europei. Poiché in Italia il livello della pressione fiscale è sinceramente asfissiante insieme ai tanti adempimenti burocratici  –  basta considerare lo sciopero dei Commercialisti di questi giorni –  ritengo che una sana politica di contrasto all’evasione possa essere condivisa laddove le aliquote diminuiscano in modo sostanziale e non viceversa. E questo mio ragionamento e sostenuto anche dal fatto che il debito pubblico del paese è continuato a crescere anche a seguito di stangate fiscali degli ultimi lustri!.>

Per Federico Malizia, patron della Ciam Spa il provvedimento non è tempestivo e risolutivo <Uno Stato che pretende una normale condotta civica e morale riguardo il pagamento delle tasse dovrebbe per primo assicurare una continuità di progetti e servizi con regole chiare e una democrazia matura, invece come al solito abbiamo un governo che nessuno ha votato in forte discontinuità con i precedenti esecutivi.
Prima di studiare a come fare cassa per mantenere il difficile equilibrio economico del paese Italia i nostri politici dovrebbero occuparsi immediatamente di 1) approvare una la legge elettorale rappresentativa che garantisca agli esecutivi di governare tutti e 5 gli anni 2) riformare il sistema giustizia che non funziona 3) proteggere e tutelare le imprese diminuendo il carico fiscale e incentivando l’occupazione. Il cash back all’estero è una normale incentivazione economica totalmente a carico dall’istituto bancario per promuovere il business del traffico di denaro sui canali bancari. In questo – mi chiedo –  cosa c’entra il governo e i nostri soldi? Lo dobbiamo pagare noi cittadini? Abbiamo tanto tanto altro da fare!!!>

Di tono diverso il commento di Federico Ricci, amministratore delegato di Farmacie di Terni che sostiene: <L’incentivazione dei pagamenti elettronici è la misura ideale per recuperare spazio fiscale utile al taglio del cuneo fiscale e maggiori investimenti strutturali, rilanciando così l’economia a parità di rapporto deficit/pil e non deprimendo i consumi. Basti pensare che in Italia su 109 miliardi di evasione fiscale, 33 mld sono di IVA, che viene elusa per 1/4 del totale.
I pagamenti elettronici – segmento in cui l’Italia è fanalino di coda in Europa – sono un colpo da KO per l’evasione, una comodità per il cittadino e un vantaggio per le aziende che possono economicizzare la propria organizzazione e, nel rispetto della privacy, ottenere importanti dati su abitudini e stili di consumo dei consumatori>.

Giuseppe Rivetti, docente all’Università di Macerata ed esperto in materia fiscale internazionale, commenta così il recente provvedimento sul cash-back:<Così il Governo mira a reperire  una parte importante delle risorse necessarie per sterilizzare l’aumento dell’Iva. Al riguardo, ogni misura introdotta per combattere o scoraggiare fenomeni evasivi o elusivi appare sacrosanta. Tuttavia non possiamo trascurare la circostanza che la Babele fiscale europea, sotto forma di disarmonie tributarie e politiche aggressive – Dumping fiscale e Taxruling –  provoca un danno di settanta miliardi l’anno ai Paesi dell’Unione europea. Pertanto, sarebbe altrettanto importante l’avvio di un contrasto sistematico all’evasione fiscale internazionale, tenuto conto che le scelte economiche di diverse multinazionali generano gravi effetti distorsivi sul mercato. Si aggiunga, inoltre, che l’Italia è da tempo ai primi posti per quanto riguarda i livelli di tassazione complessivi sulle imprese. In tale contesto, appare utile sottolineare come il contrasto all’evasione per risultare vincente debba essere realizzato in un sistema in cui l’imposta venga generalmente considerata sopportabile e non opprimente, poiché solo un’imposta ridotta nella sua aliquota può attenuare lo stimolo all’evasione. In definitiva non deve diventare,essa stessa, causa di evasione. Diversamente, in uno scenario di elevata tassazione, il singolo potrebbe considerare i comportamenti elusivi, una sorta di legittima difesa. Per altro verso, i controlli eccessivi fanno crescere nel breve il gettito tributario, ma erodono la morale fiscale e il contratto sociale, come affermava Ezio Vanoni>.

Vincenzo Curi, consulente marchigiano di lungo corso, rimane scettico sulla manovra <Sinceramente non credo che possa essere la colonna portante della prossima legge finanziaria. Misura troppo impopolare; credo che alla fine introdurranno una semplice agevolazione per chi utilizzerà le carte di credito… nulla di più!>

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