C’era una volta il bancario – Calo degli operatori a sportello a favore dei servizi digitali

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Se una volta la banca era un luogo ai limiti del sacro, in cui si entrava con ossequio e quasi in silenzio, oggi la situazione è decisamente cambiata. Lo dimostra il calo persistente, anno dopo anno, degli addetti allo sportello, che dal 2008 al 2016 hanno visto una contrazione complessiva di 35 mila posti di lavoro, vale a dire quasi mille chiusure di sportelli all’anno. Lento ed inesorabile è questo declino, favorito anche dall’utilizzo di ammortizzatori e fondi di solidarietà che hanno incentivato, in maniera più o meno spontanea, la dipartita dei lavoratori. Nel 2016, l’Associazione bancaria italiana ha registrato un calo dello 0,7% degli occupati rispetto al 2015, mettendo tuttavia in evidenza come all’uscita di 8.500 lavoratori siano subentrati in seguito 6.800 nuovi giovani assunti.

Ed è proprio sui giovani che il settore bancario ha deciso di puntare fortemente, sforzandosi di attrarre quella fetta di popolazione che ha dimostrato un sempre maggior distacco e disinteresse rispetto al mondo del credito. Un impegno che, come dichiarato da Eliano Omar Lodesani, presidente del Comitato affari sindacali e del lavoro, si è espresso nei vari tentativi di avvicinare i millennials al mondo della finanza e renderli partecipi di questa realtà. Rimane tuttavia innegabile il crollo delle posizioni lavorative negli sportelli bancari, nonostante il credito sia uno dei settori meno precari del paese, con il 99% dei contratti a tempo indeterminato, e sia connotato da una forte presenza di titoli di studio di alto livello, con il 38,8% del personale bancario in possesso di almeno una laurea.

La vera causa del crollo delle posizioni lavorative bancarie, tuttavia, è letteralmente sotto i nostri occhi, o per meglio dire nel palmo della nostra mano. Nel giro di un quadriennio, infatti, l’utilizzo dell’home banking, in particolare attraverso lo smartphone, è passato dal 6% al 24%, costringendo le banche ad una drastica riorganizzazione dell’attività di sportello, che è diventata sempre più telematica e slegata dalle nozioni di spazio e tempo, come spiega Gianfranco Torriero, direttore generale dell’Associazione bancaria italiana.

Se la digitalizzazione ha comportato un calo delle presenze a sportello, è anche vero che sono in costante aumento nuove posizioni lavorative, in ambiti quali la consulenza personalizzata e il customer service in loco, che richiedono profili di alto livello e che ridisegnano dalle fondamenta il rapporto tra banca e cliente. Il nuovo approccio, infatti, è del tutto rovesciato rispetto a quello tradizionale: non è più il cliente che va in banca, ma la banca che va dal cliente. Merito delle nuove tecnologie e delle nuove forme di comunicazione.

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