Casearia italiana: numeri e territorio

cheese

L’Italia ha un settore caseario molto importante che si incentra soprattutto nella produzione di formaggi che la vede molto impegnata nell’export, soprattutto di prodotti D.O.P.
Abbiamo già accennato alla grande opportunità del mercato cinese, guardiamo ora ai movimenti di importazioni ed esportazioni di prodotti caseari verso e dall’Italia.

Il nostro Paese è un grande esportatore di prodotti finiti di alta qualità ed importa latte, semilavorati e prodotti finiti dal resto del mondo.
Nel periodo che va da gennaio a novembre del 2017 – dati CLAL – le quantità di latte e panna importati sono diminuite del 15,1% rispetto allo stesso periodo del 2016; scesa anche la quantità di import di burro (-8%), formaggi e latticini (-2,2%); rispettivamente ne è cresciuto il valore: del 5,6% per latte e panna, del 50,5% del burro e del 12,2% di formaggi e latticini.
Le esportazioni  di formaggi e latticini hanno visto una crescita del 6,5% che vede però in calo alcuni segmenti: -2,3% per i formaggi freschi (mascarpone compreso), -3,9% per i formaggi fusi, -0,4% per i formaggi a pasta erborinata, -0,8% per il Gorgonzola, -1,9% per il Grana Padano ed il Parmigiano Reggiano, -8,4% per Fontina e Fontal.
Quantità esportate di burro in flessione del 6,3%, con le sole eccezioni dei segmenti burro con grasso tra 85% e 95% (+16,9%) e del burro concentrato (+1,2%).
Sensibile aumento delle esportazioni di latte e panna che crescono del 46% in quantità e del 37,9% in valore.

Questi i numeri, ma in concreto la realtà casearia italiana è fatta di imprese legate al territorio che producono mirando a qualità ed efficienza.

Il caseificio Sabelli nasce nel 1921 in Molise per poi trasferirsi negli Anni Cinquanta nelle Marche, fino ad arrivare allo stabilimento di Ascoli Piceno in cui ancora oggi opera la quarta generazione di questa impresa familiare che coniuga qualità artigianale, tecnologia avanzata ed un sistema logistico e distributivo d’eccellenza.

La società agricola cooperativa Trevalli Coopelat ha sede a Jesi (Ancona) ed è composta da 13 cooperative e associa un migliaio di produttori agricoli che conferiscono il latte ad una realtà che è tra le prime aziende lattiero casearie italiane.
La struttura societaria è composta da imprese locali coordinate a livello centrale, ottenendo quindi una forte integrazione attraverso sinergie commerciali, produttive e distributive pur mantenendo un elevato livello di autonomia delle singole entità produttive.

Il Gruppo IGOR Spa punta molto sul saper fare artigianale e sulla fascia premium mediante stretti legami con realtà fortemente legate al territorio; è azienda leader nella produzione del Gorgonzola DOP di Novara .
IGOR è stata fondata nel 1935 e negli ultimi anni ha acquisito importanti realtà come Ballarini, Clin e Pal; molto rilevante la sua quota di esportazione che si attesta al 50% del totale.

Beppino Occelli è un’importante realtà del Cuneese che dal  1976 produce burro e formaggi di alta qualità e ricercatezza, tra i quali spiccano non solo i D.O.P. Raschera, Castelmagno e Castelmagno Alpeggio, ma anche la famosa Tuma dla Paja ed il raro Escarun.
Nel  1997 la Tuma dla Paja è stata premiata a New York come miglior formaggio dell’anno importato negli Stati Uniti, a dimostrare ancora una volta che anche le ricercatissime particolarità del food italiano sono apprezzate dai mercati esteri.

Consulta i dati economici del settore lattiero caseario italiano su ioConosco.

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com