Amoni, chiediamo alla Giunta Tesei di governare con fermezza e di far rispettare la nostra Umbria!

Esponente di spicco della Confcommercio regionale, Aldo Amoni, in questa sincera ‘conversazione’ con ‘cuoreeconomico’ rivela tutta la sua passione per la sua Umbria.

Il Covid-19 ha praticamente fermato tutte le attività commerciali e ha procurato una ferita grave al tessuto economico regionale e nazionale. Farle ripartire senza ‘ossigeno’ e liquidità sarà molto complicato, anche perché lo sappiamo, le attività commerciali come quelle artigianali sono perlopiù familiari, con bassa capitalizzazione e quindi molto esposte al pericolo chiusura.

I prossimi mesi saranno determinanti per evitare di vedere le vie delle nostre cittadine tappezzate di cartelli ‘vendesi’ o ‘affittasi’.

Amoni, la pandemia ha praticamente colpito in modo violentissimo il comparto del commercio? Da dove ricominciare?

‘Questa pandemia chiamata Covid-19 non solo ha colpito il commercio, ma ha colpito tutta l’economia nel momento in cui stavamo uscendo dalla crisi iniziata nel 2008. Per uscire da questa crisi ci vorrà molto tempo, perché siamo stati 70 giorni in reclusione nelle nostre case… e, mi domando, che hanno fatto i grandi esperti di virologia? Ci hanno fatto vedere in televisione tutte le sere, casse da morto, sfilate di autocarri dell’esercito che trasportavano morti, ci dicevano il numero di quelli intubati, quelli in terapia intensiva e giù chi più ne aveva e più ne metteva.

Questo avveniva la mattina, il pomeriggio e la sera con le trasmissioni che parlavano solo di questo argomento. Ci hanno creato uno stress da paura che la gente prima di riprendere a uscire per andare a ristorante, al bar, a fare acquisti, a prendere l’aereo, il treno… impiegherà molto tempo. Mentre per noi addetti, chiamiamoci così dell’economia, siamo diventati tutti grandi lettori di tutte le delibere ‘vomitate’ dal grande ‘Capo’. Incomprensibili e contraddittorie tra loro!

400 miliardi alle imprese attraverso le banche con la garanzia dello stato; grande bufala le banche se sei stato un fenomeno di precisione negli ultimi 20 anni allora erogano finanziamenti, diversamente ‘zero’ spaccato, andate a vedere ad oggi quanti miliardi sono stati erogati. Poi i 25.000 euro da prendere subito, forse non conosco nemmeno in italiano il significato di subito. Poi adesso contributi a fondo perduto per l’imprese: andate a fare i conti, elemosine che non servono nemmeno a pagare la tari (rifiuti che non sono stati prodotti) ma che bisogna pagare. Solo in Italia accadono queste cose’.

 Regole e burocrazia… il male vecchio dell’Italia, riusciremo finalmente a darci un taglio?

‘Questo è e sarà sempre “il tumore dell’Italia” non può essere tolta perché serve ai politici, quelli che raccolgono i voti, perché la burocrazia è la mamma delle raccomandazioni’.

Amoni, per il commercio che previsioni possiamo fare a livello occupazionale nel prossimo biennio?

Parte del commercio quello chiamato specializzato già soffriva prima del covid-19 per vari motivi. Il primo l’e-commerce ma anche questo perché nessuno controlla questo tipo di acquisti; pensate che i colossi dell’e-commerce che fatturano qualche centinaio di miliardi versano di tasse poco più di 60.000.000 di euro. Le nostre imprese con poche decine di miliardi di fatturato versano qualche miliardo di tasse. Concorrenza sleale non controllata. Per il prossimo biennio, anzi nei prossimi mesi chiuderanno 70.000 imprese con 1.000.000 di disoccupati che andranno ad ingrassare le file dei nuovi poveri’.

Cosa si sente di chiedere a livello regionale alla nuova Giunta Tesei?

‘Che chiedere alla nuova Giunta dopo 50 anni di regime, è difficile. Comunque le chiediamo di stare vicino alle imprese, motore portante dell’economia e del lavoro. Il lavoro è la ricchezza dei territori. Di governare con fermezza e di far rispettare questa nostra Umbria così bella e pulita.

Voglio dire una cosa  sulla ripartenza che sarà più difficile della chiusura.

Un complimento a tutte le imprese perché ripartiranno tutte senza nessuno aiuto concreto ad oggi, anzi sono anche orgoglioso di queste imprese che aprono senza avere precise regole, quindi a proprio rischio; aprono con le ultime poche forze loro rimaste. Invito tutti a uscire in sicurezza per le vie della città e consumare e comprare italiano’.