UMBRIA: TEMPO DI SCELTE CORAGGIOSE

ESG89 ANALIZZA LE TOP DELLA REGIONE – LA PRESENTAZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE

Giorgetti: <La classifica: Pac 2000A Conad prima per fatturato. A seguire Acciai Speciali Terni e Coop Centro Italia – Per Utile ancora Pac 2000A, poi Coop Centro Italia e Eurospin Tirrenica. Ora l’Umbria concentri tutti gli sforzi su innovazione e digitale applicati all’economia tradizionale La sfida? Sbloccare un sistema ingessato e quindi orientarsi al cambiamento>

Perugia, 16 novembre – Ecco la classifica per fatturato: Pac 2000A Conad conferma la prima posizione con 2.697.700.000 euro, seguita da Acciai Speciali Treni Spa con 1.542.346.719 euro e al terzo Coop Centro Italia con 784.000.000 euro. Questo il podio della classifica delle società di capitali dell’Umbria, identica rispetto l’esercizio precedente. A seguire le altre top aziende: da Eurospin Tirrenica Spa con 679.818.867 euro a Brunello Cucinelli Spa con 414.937.000 euro. A seguire Farmacentro Servizi e Logistica con 379.142.921 euro, GMF GRANDI MAGAZZINI FIORONI Spa con 349.905.274 euro, Iges con 338.309.414 euro e COLACEM SPA con 251.533.801 euro.

Nella gerarchia per utile netto presente nell’Annuario Economico dell’Umbria, spicca ancora la cooperativa Pac 2000A Conad con 81.575.000 euro, in crescita rispetto all’esercizio precedente, seguita da Coop Centro Italia con 42.500.000 e dall’altro colosso della grande distribuzione Eurospin Tirrenica Spa con 34.603.942 euro. A seguire troviamo il comparto del ‘lusso’ con Brunello Cucinelli con 32.949.000 euro e Fabiana Filippi Spa con 15.135.910 euro. Bene anche Umbra Cuscinetti Spa con 12.209.000 e la Vetreria Piegarese con 11.889.878 euro.
(i dati sono riferiti all’esercizio 2015, ultimi ufficiali disponibili – La Classifica generale è presente nell’ANNUARIO ECONOMICO)

Questi sono solo alcuni dei ‘numeri’ che il Centro Studi Economico e Finanziario ESG89, che ogni anno analizza le performance delle aziende italiane, ha pubblicato all’interno della 23° edizione dell’Annuario Economico dell’Umbria 2017-2018. A spiegarli il presidente di ESG89 Group, editore degli Annuari Economici d’Italia, Giovanni Giorgetti, durante la presentazione che si è svolta, mercoledì 16 novembre, presso il Consiglio Regionale dell’Umbria – Sala della Partecipazione, alla presenza del Presidente dell’Assemblea Legislativa Donatella Porzi e che ha visto la partecipazione attiva all’OPEN SQUARE di centinaia di stakeholder fra imprenditori, consulenti, professori e studenti universitari provenienti anche dagli Atenei di Siena e Ancona.

L’Umbria, come d’altronde anche l’Italia – sottolinea Giovanni Giorgetti – sta ancora vivendo una particolare condizione economica che la obbligherà a scelte coraggiose per i prossimi anni. Analizzando il campione delle top 2500 società di capitali regionali, bene le industrie di medie e grandi dimensioni e soprattutto quelle con sbocchi commerciali esteri prevalentemente nei comparti della meccanica, del tessile-abbigliamento e dell’agricolo-alimentare. Benissimo la GDO, ormai con un know-how in regione consolidato. Tiene la chimica, la gomma-plastica e anche il variegato settore della logistica.

Molto vivaci e numerose anche in Umbria risultano le società che operano nei comparti del ‘digitale’, della consulenza e dei servizi a ‘valore’ con ben 223 attività fra le top 2500 società in Umbria. Attività che si sviluppano e operano a ‘braccetto’ con la manifattura, l’artigianato tradizionale e in generale con le eccellenze regionali. Questi settori che nel mondo occidentale evoluto (USA, Nord-Europa e Asia) corrono il doppio dell’economia tradizionale, riscontrano, però, in questa regione un’oggettiva difficoltà di rappresentatività e di accesso al credito.
Siamo di fronte ad un sistema tradizionale e ingessato che sarà obbligato ad un rapido cambiamento! Per quanto riguarda poi le banche che operano nel territorio, vedo due criticità oggettive: il perdurare di dinamiche ‘antiche’ di valutazione del rischio sugli investimenti e una mancanza di skill da parte dei soggetti valutatori che non riescono a interpretare fino in fondo le potenzialità di una start-up o di un progetto di sviluppo digitale. Parliamo di società prevalentemente costituite da un mix generazionale potenzialmente vincente con tanto entusiasmo e buone idee, a cui un sistema inchiodato alla valutazione patrimoniale anziché progettuale tarpa le ali e non riserva possibilità di sviluppo. Facebook, Google, Booking, Amazon, Apple, Twitter, Linkedin… solo per citarne alcune, non sarebbero mai potuti diventare casi di successo planetario se non avessero incontrato l’apprezzamento di investitori lungimiranti! Come citava Darwin: non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento…

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