Turchia, altri settori a rischio per gli scambi commerciali

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Terza e ultima parte della disamina sulla Turchia sulla base dei dati di Atradius

Nei precedenti articoli abbiamo trattato gli aspetti del deprezzamento della lira turca, l’import/export, l’inflazione, la confusa situazione politica e gli effetti di questa situazione sui settori automotive, chimico e farmaceutico; continuiamo con gli ultimi comparti presi in considerazione da Atradius.

Edilizia

Il settore delle costruzioni in Turchia soffre della forte concorrenza, della saturazione del mercato e della bassa fiducia delle famiglie; i margini di ricavo rimangono quindi bassi, situazione peggiorata dal 2017 a causa degli alti tassi di interesse e della crescita dei prezzi dei beni indifferenziati (commodity), specialmente dei tondini.

Le insolvenze sono aumentate tra il 2017 e il 2018, anche per mancanza di liquidità e alto livello di indebitamento; la media dei termini di pagamento è di 120-180 giorni.

Questa situazione è comune anche ai gruppi più grandi del settore che stanno affrontando problemi di rifinanziamento.

Vendita di beni durevoli

Dal 2006 al 2017 le vendite al dettaglio in Turchia sono aumentate con una media del 7% annuo, spinte dalla crescita economica e dall’accrescimento del potere d’acquisto delle famiglie; nel 2017 la crescita annuale è stata del 6% e le previsioni per il 2018 stimano un rallentamento fino a circa il 3,5%.

Questa decelerazione avrà un impatto sulla vendita dei beni durevoli non alimentari, anche considerando l’aumento dei prezzi dei beni di importazione e dei tassi di interesse.

Il basso margine di guadagno del settore è dovuto alla forte competizione unita alle alte spese logistiche; molte imprese sono altamente esposte, mentre le banche sono più riluttanti a concedere credito e quando lo fanno gli interessi restano alti.

Maggiormente a rischio fallimento sono quelle aziende indebitate in valuta estera, a causa dell’attuale volatilità monetaria; i ritardi nei pagamenti e le insolvenze si stimano in crescita nel 2018.

Il rischio per chi rivende prodotti tecnologici ed elettronica di consumo è più alto rispetto alla media, sempre a causa della debolezza della lira turca.

Meccanica

Nel 2017 il settore della meccanica è stato in crescita del 9,6%, al di sopra della crescita totale del manifatturiero; nella seconda metà dell’anno ha beneficiato dei maggiori investimenti e dell’export (13,6%) soprattutto dall’Unione Europea e dalla Russia.

La saturazione è salita al 79,2% lo scorso anno e la richiesta della meccanica turca rimarrà consistente nel 2018, con un ulteriore incremento delle esportazioni; questo a causa del costo del lavoro che rimane basso e di un’esenzione Iva prevista anche per il 2019.

Anche in questo settore l’altra faccia della medaglia del deprezzamento della lira è il più alto costo di importazione per parti ricambio e metalli.

Ovviamente i tassi di interesse elevati impattano negativamente, così come la debolezza di alcuni settori di riferimento (per esempio il tessile).

I termini di pagamento nel settore meccanico/ingegneristico è di norma tra 90 e 120 giorni, il livello delle dilazioni è nella media.

Metallurgica

Le esportazioni del settore metallurgico nel 2017 sono cresciute del 9,4% per un totale di 7,4 miliardi di dollari, le importazioni sono diminuite del 5,8% per un valore di 4,8 miliardi di dollari.

Benché siano aumentate le opportunità di esportazione verso Iraq e Qatar per il comparto dei materiali da costruzione, il mercato interno risente fortemente del rallentamento dell’attività edilizia; l’incremento degli investimenti in infrastrutture potrebbe alleviare la situazione.

I gravi problemi strutturali del settore metallurgico sono la sovrapproduzione, la forte competizione cinese, la grave dipendenza da prestiti bancari e l’esposizione alla volatilità della moneta.

Nell’ultimo biennio sono aumentati ritardi nei pagamenti e insolvenze a causa della diminuzione dei margini di profitto e dell’alto indebitamento.

Tessile

L’industria tessile turca negli ultimi anni ha una tendenza negativa dovuta alla combinazione di sovrapproduzione, scarsità di produzioni di marca, bassa capitalizzazione, diminuzione della domanda interna e delle esportazioni e forte competizione dall’Asia.
Molte imprese sono affette da pesante indebitamento e poca liquidità, più del 6% dei prestiti bancari sono deteriorati.

Singoli attori economici

Queste le tendenze macroeconomiche, ma per valutare le singole opportunità è fondamentale utilizzare strumenti di indagine e studio precisi ed affidabili.

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