Milano esce di scena e l’EMA va ad Amsterdam – Dopo l’ultima votazione in parità, vince la città nord-europea grazie ad un sorteggio

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Milano non ce l’ha fatta. L’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, non vedrà il capoluogo lombardo come sua nuova sede, ma al contrario sarà Amsterdam la nuova destinazione del prestigioso istituto europeo. Dopo l’ultima votazione, seguita all’esclusione di Bratislava dalla rosa delle candidate, solo due città rimanevano nella lista delle nuove potenziali sedi dell’EMA: da una parte, Amsterdam, forte della sua vocazione internazionale, dall’altra Milano, che fin da subito aveva giocato una partita aggressiva e aveva messo sul piatto non solo la presenza di strutture pronte all’uso, ma anche elementi strategici quali la presenza di collegamenti e di servizi di alto livello per i funzionari dell’istituto.

Una partita quasi alla pari, una sfida tra due città con grandi potenzialità e pronte a mettersi in gioco e ad offrire i migliori servizi per guadagnare il prestigioso “ospite”. Un confronto che, tuttavia, si è concluso quasi con una beffa quando la decisione finale è stata affida alla sorte attraverso il sorteggio della vincitrice con una busta.

Sembra quasi incredibile, ma la decisione della nuova sede dell’agenzia del farmaco europea è stata affidata alla casualità. In presenza di un pareggio, in cui Milano e Amsterdam avevano entrambe ottenuto 13 voti, la decisione finale è stata affidata al destino attraverso l’estrazione della busta contenente il nome della vincitrice. Una scelta, come ribadito da più voci della politica italiana ed europea, che fa molto discutere, e che rende in un certo senso vani i mesi di confronto e le proposte concrete avanzate dalle due città.

Inoltre, il risultato della scelta tra Amsterdam e Milano si è rivelato un’occasione mancata per la città lombarda anche dal punto di vista economico, come sottolineato dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89. Per Milano, infatti, che in maniera immotivata ha perso la possibilità di ospitare il prestigioso istituto, questa sconfitta non è solo una questione di immagine, ma anche finanziaria: secondo le stime della Bocconi, l’arrivo dell’EMA in Italia avrebbe comportato un giro di affari di almeno 33 miliardi di euro e la creazione di 165 mila posti di lavoro. Una prospettiva di crescita sfumata a causa di un’estrazione a sorte.

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