Michele Fioroni | Trasformare talenti individuali in talenti per il territorio

Le risorse produttive critiche non sono oggi le infrastrutture, gli edifici, i macchinari, pur avendo il nostro paese un grave gap su questo versante, ma le abilità degli essere umani.

Oggi più che mai la chiave della competitività è nelle persone di talento ed il talento diventa una nuova forma di competenza.

I giovani sentono il bisogno, per poter manifestare il proprio talento, di poter lavorare e vivere in ambienti in cui possano farsi ispirare da un obiettivo trascendente, diverso probabilmente da quelli che hanno guidato le generazioni precedenti che, allo stato dei fatti, risultano aver fallito su alcuni aspetti, non ultimo su quello morale.

In una nuova prospettiva in cui si torna a parlare di politica economica, parola che sembrava essere scomparsa dal dizionario della politica, il reimpianto di nuovi germogli di sviluppo passa anche attraverso la progettazione di  ambienti e dinamiche che consentano di scovare competenze, rendendo il talento in grado di esprimersi.

Le realtà urbane diventano oggi il luogo in cui l’innovazione può fiorire non restando più appannaggio esclusivo dei grandi centri di ricerca industriali e accademici, grazie anche al progressivo processo di dematerializzazione dell’economia che ha contribuito ad abbassare le barriere d’ingresso ai processi innovativi.

A tal fine occorre che vengano effettuate scelte in grado di attivare le energie presenti sul territorio secondo politiche in grado di valorizzare il talento e generare professionalità di cui, oggi, il nostro territorio, è forse povero, pur essendo presenti competenze che vengono poi disperse o tendono ad emigrare.

Il talento è uno stato mentale contagioso che va oltre la conoscenza o sapere tecnologico, e la grande sfida di oggi è quella di virare il genio individuale dal singolo al gruppo e al territorio, rendendo il territorio stesso in grado di attrarre talenti e competenze.

Un ultimo ragionamento va inoltre rivolto alla necessità di rafforzare il legame tra ricerca accademica e applicazione in ambito industriale, colmando così un gap cronico del nostro paese tra livello di produzione scientifica e brevettazione, ma valorizzando anche il processo di applicazione di tutta l’innovazione che ha percorsi più informali di manifestazione.

In questo contesto appare evidente come l’essere diventata la città più cablata e veloce d’Italia, grazie alla fibra che porta la velocità della connessione a 1Gbps, rende Perugia un territorio ideale per l’attrazione e la capacità di coltivazione di talenti e idee verso una sempre più diffusa idea di impresa territorio.

Michele Fioroni, Assessore Comune di Perugia


Vuoi maggiori info sull’Annuario Economico dell’Umbria 2017/2018? Clicca qui

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com