Investire in tecnologia e formazione: unica via per la crescita delle PMI

Digitale - Rivoluzione digitale

Come abbiamo visto il mercato statunitense è lo sbocco naturale per il made in Italy ed i dati di questi giorni lo confermano: 50 miliardi di euro è il valore dell’export italiano verso gli Stati Uniti, balzato all’ottavo posto tra i maggiori fornitori degli USA.
Auto, meccanica, farmaceutica e mobili guidano questa impennata, ma anche il cibo di qualità si afferma sempre di più.

Amadori, che per ora vede il 10% del proprio fatturato (1,2 miliardi di euro) provenire dalle esportazioni, ha comunicato un piano industriale quinquennale che mira a fare della seconda società avicola italiana una food company del made in Italy puntando a prodotti elaborati e piatti pronti.
Ai 250 milioni di euro di investimenti previsti dal piano quinquennale si aggiungono i 45 milioni investiti a Bojano (Campobasso) in strutture produttive, logistiche ed in un nuovo macello; a questo si sommano 45 milioni per la sede centrale di Cesena, 40 dei quali destinati a tecnologia e automazione.

L’innovazione tecnologica passa anche per i brevetti, tasto dolente che ci vede al diciottesimo posto nel mondo con 9.821 richieste; la classifica è guidata dalla Cina con 1.338.503, seguita dagli Stati Uniti con meno della metà ed in previsto calo a causa delle politiche dell’attuale amministrazione.
Per poter arrivare a questo risultato la Cina ha puntato moltissimo sulla formazione universitaria e post-universitaria, sovvenzionando con borse di studio molti dei suoi 544 mila studenti che si formano nelle università estere e che nel 90% dei casi tornano in patria per ricoprire ruoli dirigenziali.
Ormai è chiaro l’intento del gigante di Pechino di puntare all’industria di qualità, uno smart manufacturing che ha messo fine all’era del tessile a basso costo.

Formazione: altra chiave per la crescita, altro punto dolente italiano che deve essere trasformato in opportunità.
Giuste le osservazioni di Michele Bauli, presidente Confindustria Verona, che sottolinea come in Italia per troppo tempo si sono sottovalutati gli Istituti tecnici professionali creando una scollatura tra istruzione formativa e reale applicazione della stessa e dimenticando la meritocrazia.

Per questi motivi ESG89 Group riconosce l’importanza della formazione, tanto da aver lanciato la Business Sales Academy al fine di affinare gli strumenti di vendita e comunicazione commerciale che le imprese hanno per aumentare il fatturato; l’Informatore Economico è la chiave di volta di questa nuova impostazione e si pone nel proprio tessuto imprenditoriale come figura multidisciplinare di riferimento.

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com