Italo NTV acquisita da Global Infrastructures Partners: un investimento di respiro europeo

Ormai tutti hanno scritto sull’acquisizione di Italo Nuovo Trasporto Viaggiatori da parte del fondo statunitense Global Infrastructures Partners (GIP) per 1,98 miliardi di euro, che in aggiunta si è accollato il debito di 400 milioni; il contratto è stato firmato l’11 febbraio ed ora si aspetta l’autorizzazione dell’Antitrust UE per renderlo esecutivo.
Operazione molto fruttuosa anche per le banche creditrici, con Intesa e Generali che incassano circa il triplo della somma erogata.
Il Governo si era pronunciato a favore di una quotazione in borsa che però – secondo quanto riportato da Montezemolo in base alla valutazione degli advisor della società – avrebbe potuto far ottenere l’equivalente del prezzo pagato da GIP solo dopo due o tre anni di Borsa ai massimi livelli, una scommessa decisamente azzardata.

Innanzitutto valutiamo l’investitore.

GIP è un fondo di investimento nato nel 2006 da top executive di General Electric e Credit Suisse, gestisce più di 40 miliardi di dollari e si occupa di investimenti in diversi settori: energetico, utilities, infrastrutture per le risorse naturali, per il trasporto aereo, porti marittimi, trasporto merci su rotaia, distribuzione e trattamento dell’acqua e gestione dei rifiuti.
I mercati in cui esso agisce sono soprattutto quelli dell’OCSE, ma investe anche in selezionati settori di Paesi emergenti; alcuni investimenti sono il porto di Melbourne, l’aeroporto di Edimburgo, l’aeroporto di Gatwick, il London City Airport ed alcuni importanti operazioni di acquisizione di società del settore dell’energia rinnovabile per un totale di circa 9 miliardi di dollari (l’ultima è NRG Energy Inc. per 1,375 miliardi di dollari).

Cerchiamo ora di capire il perché di questa acquisizione.

Italo-Ntv nel 2012 è stata la prima società al mondo a rompere il regime di monopolio dell’alta velocità ferroviaria, tanto che nel 2015 ha siglato un accordo con la sudcoreana Suseo High-Speed Railway proprio in virtù di questa posizione di avanguardia nelle liberalizzazioni che nel 2017 ha trasportato 13 milioni di passeggeri.

Dal 14 dicembre 2020, con la Direttiva 2012/34/UE, si darà il via alle liberalizzazioni in Europa ed è ovviamente strategico per GIP avere acquisito la prima società al mondo che ha infranto un monopolio difficile come quello del Belpaese.

Le conseguenze saranno positive per il tessuto imprenditoriale italiano che, oltre ad avere un servizio rinforzato da tale concorrenza, troverà giovamento anche da un più che probabile aggiornamento della rete ferroviaria che è tra le criticità più avvertite dagli imprenditori.

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