Imprese, lavoro, speranze – Carlo Calenda, il Piano Industria 4.0 e gli scenari futuri

ESG89 Group —> home.esg89group.it

Il Piano Calenda e la legge di bilancio sono gli argomenti caldi del momento, di cui è doveroso parlare e di cui è ancor più doveroso fare un bilancio per comprendere punti di forza e punti di debolezza.

Alla fine del primo anno di applicazione del Piano Industria 4.0, Carlo Calenda, Ministro dell’Economia, ha affidato al Corriere della Sera del 30 ottobre 2017 un primo bilancio dei risultati, ottenuti e sperati, relativi a questo provvedimento, e delle prospettive future verso le quali è necessario muoversi, e in fretta.

Il ministro ha tracciato un resoconto che parte da considerazioni di carattere generale, che spazia dalla globalizzazione all’internazionalizzazione di mercati e aziende, e prosegue andando a delineare l’evoluzione della mentalità imprenditoriale e delle stesse imprese lungo la scia di questi eventi di portata mondiale. Un dato emerge in maniera netta e decisa, come già evidenziato anche in precedenza dai risultati delle attività del Centro Studi Economico Finanziario ESG89: il ritardo dell’Italia e del suo tessuto economico e imprenditoriale rispetto alle innovazioni e agli sviluppi economici e di mercato.

Un ritardo che ha richiesto un intervento immediato, drastico e ad ampio spettro. Il Piano Calenda, infatti, è stato sempre concepito come una manovra da attuarsi in maniera rapida e capillare per indurre le imprese italiane a compiere quel salto tra passato e presente che prima non avevano fatto, e farle dunque entrare nel futuro dell’Industria 4.0. Un cambiamento di rotta reso possibile da una politica basata su incentivi per l’ammodernamento dei macchinari, per la digitalizzazione e per l’internazionalizzazione delle aziende.

Comune denominatore di questi interventi sono la formazione e l’acquisizione di competenze. È su questo terreno che, come già sostenuto dal ministro, si giocherà la vera sfida della crescita economica e industriale del paese. Il gap da colmare è ampio, e l’attenzione che le aziende hanno dedicato allo sviluppo di abilità e competenze deve diventare, sempre secondo le parole del ministro, una prassi consolidata, quasi un’ “abitudine”, che abbia un suo ruolo nella continua ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e nuove soluzioni in grado di rendere le imprese italiane, ancora una volta, competitive su ogni mercato.

ESG89 Group —> home.esg89group.it

ConoscereComunicareCrescere#Esg89Group