Francesco Ortix (AD ART SPA), ecco il nostro modello di fare impresa nel cuore dell’Umbria

Francesco Ortix - ART SpA

L’identità aziendale nasce dall’azienda stessa, fa parte della cultura aziendale e viaggia all’esterno. In tutte le direzioni: verso i clienti, i fornitori, i partner, i soci esterni, le banche, i mezzi d’informazione, verso la società intera, vicina o lontana. Ogni persona che lavora all’interno dell’azienda deve condividerne la “personalità” e, di conseguenza, l’identità e l’immagine aziendale. Vale per chiunque sia che risponda al telefono, lavori in amministrazione, in magazzino o sia addetto alle vendite o al servizio clienti o sia l’Amministratore delegato. A condividere questa visione con noi è stato proprio Francesco Ortix, il giovane Amministratore Delegato di Art Spa (clicca qui), che abbiamo incontrato e a meno di un anno dalla nostra ultima intervista, ha di nuovo delineato le direttrici di un modello imprenditoriale fresco, inedito e rivoluzionario. “Siamo piccoli – esordisce Ortix- ma abituati a gareggiare in un mercato vasto e con competitor che sono autentici colossi. Questa dimensione ridotta è il nostro vantaggio competitivo, è infatti sinonimo di maggiore flessibilità, di pronta reattività e di una freschezza dialogica che ci orienta verso una customer care capillare e efficiente” ha sottolineato Francesco “il lavoro di gruppo è lo spirito di squadra, è l’attività di lavorare insieme verso una visione comune, è l’abilità di indirizzare dei risultati individuali verso degli obiettivi organizzativi, è il carburante che permette alle persone di raggiungere risultati comuni”.

Questo il vero cambiamento messo in atto, la vera riorganizzazione aziendale, un processo lungo iniziato da tempo dallo stesso Ortix “lavorare per portare la persona al centro dell’Impresa, convinti che, oltre a rappresentare un imperativo etico, la soddisfazione e il coinvolgimento della persona rappresentino anche il capitale sul quale si fonda la competitività e la produttività della stessa”.

Alto coefficiente di adattabilità, forte orientamento al cliente, dinamismo e competenze eccellenti sono i requisiti fondamentali su cui poggia la filosofia lavorativa di Art. La qualità delle competenze è cruciale, si parla di un team di lavoro giovane e preparato: più di 80 persone con un’età media di 37 anni e nell’80% dei casi laureato che lavora nel settore dell’automotive e non solo. A rendere vincente una squadra tuttavia non bastano i talenti dei singoli giocatori, è indispensabile una visione organizzativa lucida, che indirizzi le energie al conseguimento degli obiettivi e dei risultati attesi. Francesco Ortix mette ogni giorno a fattor comune le sue competenze, il suo impegno e la passione per il proprio lavoro, macinando migliaia di km in auto, per dare il giusto esempio, perché tutti possono e devono lavorare per il raggiungimento dell’obiettivo comune.

img_2174bis4

Crediamo profondamente nelle persone, nelle loro competenze. La credibilità e la produttività nascono dal contatto, dallo scambio e dalle sinergie di competenze e soggetti – continua Ortix – migliorare l’interazione fra i collaboratori e i clienti si configura come la condizione affinché un’azienda riesca ad adattarsi al mercato e trarre beneficio dai cambiamenti tecnologici, con una parola sola significa saper innovare”.

Un altro tratto distintivo della ART è il suo approccio realmente e genuinamente globale. Alla base c’è l’idea di essere efficacemente vicini ai clienti e di poterli supportare al meglio. E poi c’è una dinamica “di scambio” e di osmosi che si crea nella rete delle presenze e delle localizzazioni che ART ha nel mondo: tecnologie e idee che nascono in Italia, più precisamente nel cuore dell’Umbria, loc. Pischiello, e poi vengono condivise da partner d’eccellenza in tutto il mondo. Altra caratteristica di Art è “creare appartenenza e identità aziendale al fine di comunicarle sapientemente all’esterno per attrarre i talenti – ci ha raccontato Ortix- purtroppo spesso da fuori, e su questo tasto bisognerebbe insistere e continuare a sensibilizzare le istituzioni locali che dovrebbero sostenere e accompagnare l’intera filiera. Noi abbiamo un bel rapporto con l’Università finalizzato a indirizzare la formazione che dovrebbe rispondere all’offerta proveniente dall’economia territoriale. Incentivare start-up che possano appoggiarsi in aziende strutturate e che abbiano necessità di un mentore che per noi altro non può essere che rappresentato dall’imprenditore lungimirante, che a sua volta dovrebbe essere contaminato, positivamente, dalle nuove idee provenienti delle start-up stesse. Non abbiamo partner in questa regione – prosegue Francesco – in tecnologia e sviluppo, noi siamo un nucleo piccolo che fa massa critica, purtroppo attraverso partner esteri o nazionali, perché in Umbria manca un indotto specifico in questo ambito, e quindi non si riversa valore; cioè manca una vera e propria politica industriale”.
Altro anello debole, per Ortix, a livello territoriale è rappresentato dalle infrastrutture sia materiali, per esempio “il caso aeroporto”, che immateriali come appunto la formazione e la conoscenza, che li porta, causa forza maggiore, ad avere prevalentemente fornitori internazionali.

ESG89 Group —> home.esg89group.it

ConoscereComunicareCrescere#Esg89Group

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com