ESG89 Group, ecco i ‘numeri’ che contano della Valtiberina

L’analisi economica del Centro Studi Economico e Finanziario ESG89 questa volta si è soffermata sulla Valtiberina. Territorio ricco di imprese innovative e con lo sguardo rivolto all’estero.

Città di Castello è il comune che annovera il maggior numero di top società con il 57%.  A seguire Umbertide con il 22% e San Giustino con il 13,6%.  E poi ancora Citerna, Pietralunga,  Montone e Monte Santa Maria Tiberina.

Il settore prevalente del territorio è quello della meccanica con il 30% del numero delle attività.  A seguire il tipografico con l’8%, il commercio con il 5,5%, l’agricolo con il 5,1%, il tessile-abbigliamento con il 4,2% e il cartario con il 3,4%.  A seguire tutti gli altri comparti. Ma per dimensione il ‘peso’ specifico dei comparti cambia. Al top sempre la meccanica, seguita dal commercio-GDO, dall’agricolo, dall’alimentare e dal commercio al dettaglio. Poi ancora il tipografico, seguito dalla gomma-plastica, dall’elettronico, dal cartario e dal tessile.

Le top aziende della Valtiberina, inoltre, secondo l’analisi condotta da ESG89 Group, hanno un fatturato aggregato di oltre 2,6 mld di euro. L’Umbria delle top fattura 23,7 miliardi. Quindi oltre il 10% è rappresentato dalle realtà produttive dell’area. Città di Castello supera di poco il miliardo di euro, Umbertide sfiora gli 800 milioni e San Giustino i 300 milioni.

La meccanica, infine, secondo la ricerca, sfiora il miliardo di fatturato, seguita dalla GDO con oltre 200 milioni e dall’agricolo con 194 mln.

 

Come emerge da questa analisi – commenta Giovanni Giorgetti, Ceo di ESG89 Group la Valtiberina è certamente un territorio economico da valorizzare, con molte opportunità sommerse da far emergere e da vivacizzare attraverso l’economia 4.0 e le sue nuove sfide. Le infrastrutture materiali e immateriali costituiscono, però, ancora un freno allo sviluppo economico dell’area. Cosa fare? Continuare ad innovare e ad osservare il cambiamento in atto nel mondo per poter essere competitivi e contemporanei nelle scelte industriali, restando ancorati, comunque, ad un modello sociale e ambientale, quello umbro, ricco di umanità e  solidarietà”

 

 

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