Cosa chiede alla politica chi fa impresa?

giovanni_giorgetti

Siamo oramai alle porte di una tornata elettorale molto importante e come solito le promesse sono all’ordine del giorno da parte di tutti gli schieramenti politici.

Politici che però sempre di più dimostrano di non conoscere veramente le esigenze delle imprese medie e piccole. I politici nazionali sono avvezzi a frequentare i big dell’economia, magari le multinazionali, magari gli astri dell’e-commerce… ma sono latitanti nel frequentare coloro che rappresentano veramente la spina dorsale della nostra Italia: le PMI, gli autonomi e le professioni.

I politici locali fanno altrettanto. Non mi sovviene che qualche amico imprenditore mi abbia detto di aver ricevuto la visita di consiglieri o assessori regionali o comunali…

Ecco quindi il divario fra chi produce spesso a fatica ricchezza e benessere e coloro che sono alla guida del Paese.

Ecco quindi la grande difficoltà a misurare l’azione di governo. Ecco quindi il motivo della sfiducia diffusa che porta all’astensione migliaia di imprenditori.

Con i social si pensa da qualche anno di poter raggiungere tutti i cittadini; in realtà si raggiunge meno di 1/5 della popolazione e quindi delle imprese e delle partite Iva.

Fino a quando, quindi, si continuerà ad ascoltare il ‘palazzo’ delle imprese anziché ascoltare la pancia degli imprenditori saremo sotto scacco di una politica miope e talvolta perversa nel costringere le aziende alla depressione.
Auspico vivamente che la ‘voce’ delle imprese che innovano, che esportano, che assumono e che credono nella bellezza del proprio sogno imprenditoriale riesca ad arrivare presto e forte sui tavoli di chi ci governerà per liberarci dai tanti lacci e laccioli che impediscono la crescita del Paese.

Giovanni Giorgetti

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