Commercio con la Turchia: settori a rischio

Instanbul Cathedral

Continua la ricognizione della situazione economica turca partendo dai dati pubblicati da Atradius, tra i leader mondiali nel settore dell’assicurazione dei crediti commerciali, cauzioni e recupero crediti in Italia ed all’estero

Nella prima parte di questa analisi si è trattato di aspetti quali il deprezzamento della lira turca, l’import/export, l’inflazione e la confusa situazione politica che vede incoerenza tra fortissimi incentivi governativi e rincorse tardive della banca centrale.

Imprese in difficoltà

La tendenza turca in alcuni settori principali è in peggioramento: i termini di pagamento  si allungano e vengono ritardati, le insolvenze delle imprese rimangono costantemente elevate, l’80% delle nuove attività affronta il fallimento nei primi tre anni.

Nonostante la situazione economica sfavorevole sono comunque presenti molte aziende in buona salute e capaci di adattarsi velocemente.

Automotive

L’industria automobilistica è stabile nonostante la diminuzione delle vendite di auto in Turchia nel 2017 e nei primi mesi del 2018, questo a causa dell’export verso l’Unione Europea.

Come abbiamo visto, l’indebolimento della lira turca ha aiutato il settore facendo aumentare l’export del 17% nei primi cinque mesi del 2018.

L’altra faccia della medaglia della debolezza della moneta turca è l’innalzamento dei costi di importazione, che nell’automotive sono importanti a causa della grande dipendenza del mercato interno dalla componentistica.

I rischi di cambio, la concorrenza agguerrita, l’alta tassazione e le imprese sottocapitalizzate sono rischi di ribasso (downside risk).

Nonostante questi aspetti – certamente da tenere in considerazione –  l’export non ne ha risentito se non marginalmente.

Chimico

Il rallentamento del settore delle costruzioni influisce sul chimico, così come la volatilità economica e la diminuzione di domanda dai settori plastiche e tessili.

Non si può escludere un deterioramento dei margini, essendo il chimico principalmente orientato al mercato interno e dipendente dalle importazioni.
Ancora più colpito dall’attuale congiuntura è il petrolchimico.

La media dei termini di pagamento va dai 100 ai 180 giorni, le insolvenze ed i ritardi aumenteranno nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda l’aspetto finanziario si registra che i tassi di interesse elevati e la tendenza delle imprese chimiche a contrarre prestiti con banche estere espongono tali società a rischi alti tra insolvenza e tassi di cambio fluttuanti.

Farmaceutico

Il settore farmaceutico vede previsioni di crescita di fatturato e utili per il 2018, supportati dall’aumento governativo dei prezzi nel 2017 nei primi mesi del 2018.

La media dei termini di pagamento va dai 90 ai 120 giorni.

Il prezzo dei farmaci è determinato dal governo e l’istituzione di sanità pubblica turca sostiene il 90% dei pagamenti, quindi il rischio è basso.

Un rischio è rappresentato dall’ipotesi di diminuzione del prezzo dei farmaci ad opera del governo al fine di frenare la spesa pubblica.

 

Nel prossimo articolo del Mediapress Cuore Economico si riporteranno le analisi Atradius riguardanti i settori delle costruzioni, della vendita di beni durevoli, dei macchinari, siderurgico e tessile.

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