Bain & Company pubblica l’ottavo rapporto annuale “Global Healthcare Private Equity e Corporate M&A”: confermato un aumento significativo degli investimenti nel settore

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Nel 2017 il valore dei deal M&A nel settore Healthcare ha raggiunto 332 miliardi di dollari, guidato dai megamerger cross-settoriali

Bain & Company pubblica l’ottavo Global Healthcare Private Equity and Corporate M&A Report 2018” che conferma un aumento significativo degli investimenti nel settore, capace di resistere alla recessione. 

È stato un anno, il 2017, con ottimi risultati per l’Healthcare M&A e Private Equity, in un comparto in rapida trasformazione e nonostante lo scenario globale di incertezza politica ed economica.

L’elemento maggiormente caratterizzante questo 2017 è stato il cambiamento dei confini del settore: con deal tra realtà appartenenti a snodi diversi della value chain e l’ingresso di nuovi player non appartenenti al mondo dell’Healthcare come Apple, Amazon, Samsung e Tencent.

Allo stesso tempo gli investitori hanno continuato a guardare con forte interesse ai trend che rendono il settore Healthcare fortemente attrattivo: invecchiamento della popolazione, la crescita di malattie croniche, il continuo sviluppo di farmaci e dispositivi innovativi e un sistema di distribuzione ancora frammentario e in gran parte inefficiente, pronto ormai per andare incontro alla necessaria discontinuità e consolidamento.

In Europa il valore dei deal di Private Equity nel settore Healthcare è cresciuto nel 2017 sino a $12.8 miliardi (dai $4.6 miliardi del 2016) con una numerica di operazioni che ha raggiunto le 70 nel 2017 (a fronte delle 49 nel 2016). Con questi numeri le operazioni di Private Equity nel settore hanno raggiunto una quota del 11% sul totale transazioni nel 2017, in forte crescita rispetto al 4% del 2016.

FOCUS: IL MERCATO ITALIANO

«Anche in Italia il settore mostra una continua crescita di operazioni di M&A sia da parte del Private Equity, fortemente interessato ad un settore in espansione, molto importante per il nostro Paese e con ancora forti margini di consolidamento, sia da parte dei player industriali come leva strategica per rafforzare il proprio portafoglio e/o sviluppare un differente posizionamento » dichiara Valerio Di Filippo, Partner di Bain & Company Italia «La domanda crescente di M&A unita al contesto macro-economico generale (es. basso costo del debito) ha determinato dei livelli di valutazione degli asset ai massimi storici (in Europa i multipli per aziende Biopharma hanno raggiunto un valore di 15 volte l’EBITDA); l’elevato costo di ingresso delle operazioni impone quindi agli investitori una attenta misurazione delle sinergie (strategiche, di ricavo o di costo) generabili: se gli operatori di  Private Equity hanno iniziato a incorporare questa valutazione già nel processo di Business Due Diligence, i player industriali devono essere sempre più selettivi nell’identificare le (poche) aree strategiche con maggiore opportunità di generazione di valore su cui focalizzare le attività e gli investimenti di Business Development».

Sottolinea Lorenzo Ferroni, Partner di Bain & Company Italia: «recentemente nel mercato italiano i fondi di Private Equity hanno concentrato l’attenzione sui quei segmenti della catena del valore dell’Healthcare che sono tipicamente di supporto e di servizio alle aziende farmaceutiche e medtech quali i CMO e CDMO sia produttivo che di packaging. L’obiettivo è quelle di costruire piattaforme locali da far evolvere in aziende attive a livello europeo sfruttando la forte frammentazione di questi mercati – quindi le sinergie generabili attraverso processi di aggregazione – e il continuo e progressivo trend delle aziende farmaceutiche e di medtech di esternalizzare attività non considerate core per ridurre complessità gestionale e flessibilizzare investimenti e costi operativi».

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