Acquisti diretti in azienda? Solo con la PEC – Dal 2019, solo e-fatture, anche verso i consumatori finali

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Si prospettano tempi duri per i consumatori che vogliono acquistare beni o servizi direttamente dalle aziende. Con la nuova legge di bilancio, la fattura elettronica, già presente da tempo e obbligatoria come strumento di documentazione tracciabile dei rapporti economici tra azienda e azienda, diverrà obbligatoria anche in caso di acquisti da parte di privati per tutte le aziende soggette all’obbligo di emissione di fattura. In termini pratici, l’acquisto di un bene o servizio da parte di un consumatore presso un’azienda con obbligo di fattura sarà subordinato alla presenza di una PEC (posta elettronica certificata) di proprietà del cliente stesso. In caso contrario, non sarà possibile alcun tipo di acquisto.

Secondo la nuova legge di bilancio, la fattura elettronica dovrà essere emessa e gestita in base al Sistema di interscambio già in uso tra le PA, e nel rapporto tra azienda e cliente finale richiede necessariamente la presenza di una PEC per la corretta ricezione della fattura. Nell’articolo unico inserito all’interno della legge di bilancio, i commi 509 e 513 sono ben chiari nel definire il provvedimento come funzionale alla lotta all’evasione fiscale. Un provvedimento che non fa distinzioni ed estende l’obbligo di fornirsi di PEC a chiunque abbia un rapporto economico con un’azienda obbligata all’emissione di fattura.

La legge di bilancio, tuttavia, esonera dal provvedimento tutte quelle imprese che, secondo le direttive della legge Iva, rientrano nel regime forfettario agevolato o applicano il regime fiscale di vantaggio.

Una scelta quella dell’applicazione dell’obbligo di fattura elettronica anche ai rapporti business-to-consumer che fa indubbiamente discutere. La lotta all’evasione fiscale è sicuramente una priorità per il governo e la scelta di utilizzare misure severe è legata alla necessitá di stringere quanto più possibile le maglie del fisco ed evitare perdite di gettito fiscale. Tuttavia, pur nella bontà degli intenti e in virtù della volontà di tutelare il consumatore e le imprese al tempo stesso, l’obbligo esteso anche ai clienti finali può rivelarsi, in ultima sede, sicuramente macchinoso e costoso, visto che la PEC ha un costo annuo in base al provider di riferimento e in molti casi verrebbe aperta e immediatamente abbandonata. La soluzione più appropriata sarebbe la creazione di un sistema una tantum in grado di garantire la tracciabilità degli acquisti senza obbligare il consumatore all’ennesima pratica burocratica dispendiosa e di scarsa utilità.

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